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Teroldego Maremmano?

Carla Benini non è una delle protagoniste del nostro documentario, però anche lei è una produttrice naturale e anche lei ha carisma da vendere. Così quando un gruppo di amici cinematografari ci ha invitati ad andare nella tenuta di Sassotondo a trovare lei e il marito Edoardo Ventimiglia, ci è sembrato il modo migliore per allargare l’attività del nostro blog e tentare di trasformarlo nel blog su tutte le donne del vino naturale. Vi chiederete cosa c’entrino gli amici cinematografari di Roma con i vini naturali… Beh, Edoardo appartiene a una famiglia storica del cinema italiano e lui stesso ha lavorato proprio nel mondo del documentario prima di conoscere Carla e appassionarsi, assieme a lei, al vino. Il pranzo a casa loro si è trasformato presto in un meraviglioso racconto di trame di film e potature, pratiche biodinamiche e macchine da presa verticali. Il tutto accompagnato da una serie di brindisi con le bottiglie di Sassotondo, a partire dal Ciliegiolo, il cavallo di battaglia dell’azienda, che in questa zona della Maremma ha trovato un crogiuolo ideale, grazie al clima secco e al terreno tufaceo. Le note minerali dominano sia la versione base, un vino diretto e spontaneo, espressione immediata di questa porzione di territorio, sia la riserva, il San Lorenzo, dove il frutto è arricchito dalle note speziate della botte piccola, che non prende però mai il sopravvento. Il tufo condiziona anche l’altro vitigno-simbolo dell’azienda, il Teroldego, che Carla si è portata qui in Toscana per non sentire troppo la mancanza della sua terra, il Trentino. L’aspetto minerale non scalza il frutto tipico del vitigno rotaliano, ma imprime una direzione decisa, che tende ad asciugare i fronzoli per concentrarsi sull’essenza.

Ed è proprio l’impressione di schiettezza che ci si porta via lasciando Sassotondo, dove ogni elemento, anche l’enorme cane Milla, sembra sorridere della propria condizione fortunata.


La fillossera raccontata da Elisabetta Foradori

Come vi abbiamo già anticipato, non possiamo mettere nel montaggio finale tutto quello che abbiamo girato in questi mesi di lavoro. Non vogliamo però privarvi di riprese che ci sembrano stupende e che rimarrebbero altrimenti non viste! Dopo quello di Dora, ecco un altro contributo-extra, questa volta di Elisabetta Foradori, che spiega com’è arrivata la fillossera in Europa e i probelmi che ha creato.


Ultima tappa della vendemmia

Anche Elisabetta Foradori ha dovuto anticipare la vendemmia, per colpa delle continue piogge autunnale e così, quando siamo arrivati a Mezzolombardo, l’abbiamo trovata alle prese con la follatura delle anfore di Nosiola e di Teroldego.

Di nuovo abbiamo avuto l’impressione di essere di fronte a una strega buona che, con le sue pratiche misteriose, riesce a creare in un rituale alchemico elisir di lunga vita e di grande felicità. Elisabetta affronta i compiti legati al vino con una leggerezza e una gioia che fanno dimenticare che in realtà sta lavorando: come già avevamo creduto in primavera,  tutti gli elementi che le stanno attorno si piegano senza opporsi di fronte alla sua gentile volontà.

Di seguito uno spezzone delle riprese effettuate durante la follatura dei vigneti di Teroldego Morei e Sgarzòn.


Nella Piana Rotaliana

Siamo a inizio giugno e finalmente arriva il momento di partire per Mezzolombardo. Come in tutte le altre occasioni, la fortuna ci assiste e riusciamo a indovinare le uniche due giornate di sole in mezzo a settimane di pioggia. Elisabetta Foradori è in vigna a cercare di arginare l’irruenza delle piante di Teroldego, che crescono a tutta velocità e ogni tanto scende in cantina a spillare una caraffa della Nosiola che ha svinato da poco. E’ la prima volta che vinifica quest’uva tipica della zona e ha deciso di farla macerare sulle bucce dentro anfore di terracotta. E dentro le anfore, in un’altra cantina, ci sono anche due vigneti di Teroldego: Sgarzon e Morei. Elisabetta sembra quasi un essere fatato, quando si aggira fra i suoi filari o sotto le volte di pietra in mezzo alle botti; tutto quello che la circonda la segue naturalmente e nella sua voce suadente c’è la sicurezza di chi sa che le cose non potrebbero essere altrimenti.

Nel video un estratto delle riprese a Mezzolombardo.


ELIANA NEGRONI

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