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Un sacco di novità, a partire da domani

Come spesso accade in estate, sembra che il caldo rallenti un po’ tutte le attività e così anche noi abbiamo avuto qualche giornata più tranquilla, in cui pareva che nulla succedesse. Invece nelle ultime ore si è concentrata una serie di belle notizie che ci fa già prevedere una fine dell’estate e un autunno caldi: Senza Trucco è stato preso in concorso al Clorofilla Film Festival e verrà proiettato il 18 agosto a Ostuni, poi parteciperà anche al Festival Kinookus 2012 a Dubrovnik, in settembre. In più sempre a settembre, ci saranno altre tre proiezioni: in provncia di Novara, a La Spezia e a Torino.

Inoltre, domani sera, venerdì 27 luglio, alle 23, il nostro documentario sarà presentato al Fesatival delle Arti alla Villa di Fogliano, in provincia di Latina e saremo presenti anche io e Marco. Intanto, finalmente, sembra che anche dai piani alti si stiano interessando a Senza Trucco e proprio ieri una giornalista mi ha fatto una lunghissima intervista per una rivista di lingua tedesca, che uscirà nel mese di agosto. Poi, ma qui incrociamo le dita, anche un canale televisivo prababilmente è interessato…

Continuiamo ad avere le nostre belle soddisfazioni da Senza Trucco, anche perchè gli ordini per gli acquisti continuano, così come i pre-ordini per Il Re del Mosto. Intanto io, da domenica e per una decina di giorni, mi ritirerò nel mio piccolo eremo in montagna, per portare a termine un progetto iniziato tanti anni fa e lascerò il blog in mano a Marco. Prima della pausa estiva ringrazio tutti gli amici che continuano a dimostrarci affetto e stima e mi auguro che continuerete a seguirci anche alla ripresa delle attività!


Voci e sentori – Numero 0

Qualche tempo fa la redazione di una rivista ci ha chiesto di curare una rubrica originale che parlasse di vini naturali. Io e Marco, dopo averci pensato un po’, abbiamo deciso di mettere insieme passioni e competenze e di dare vita a una serie di articoli dove raccontare i parallelismi fra alcuni musicisti/cantautori/cantanti e una tipologia di vino o un produttore. In realtà la rivista non è mai effettivamente partita, ma a noi è rimasta la voglia di affrontare questo argomento e abbiamo scelto il nostro blog per proporvi, con una certa costanza, la rubrica “Voci e sentori”. Diteci cosa ne pensate e se avete voglia di continuare a leggere i nostri visionari accostamenti fra musica e vino!

DI NEBBIA E SPEZIE

Sarà un caso se i due più famosi avvocati d’Italia vengono entrambi dal Piemonte?

Uno è cresciuto nel mondo della grande imprenditoria e dell’alta finanza, frequentatore assiduo del jet-set e amico di artisti e potenti, mentre l’altro, sebbene anche lui di buona famiglia, sembra aver dato gli esami sotto le luci basse di un’osteria, fra il rumore delle carte sbattute sul tavolo e l’odore di fumo e cantina. E se il primo era il prototipo dell’uomo-Champagne, brillante, estroverso e dal fascino magnetico, l’altro è senza dubbio un uomo-Barolo: ricco di struttura e potenziale, ma destinato a esprimersi compiutamente soltanto dopo un lungo e sapiente invecchiamento.

Paolo Conte è nato nel 1937 ad Asti, vicino a Langhe e Monferrato, terra di vini fra i più rinomati d’Italia. I suoi esordi di jazzista sono sconosciuti ai più e anche la sua lunga e proficua attività di compositore e paroliere per altri non è nota a tutti. Prima che si decidesse a cantarle lui le sue canzoni, sono usciti dalla sua penna decine di capolavori della musica leggera italiana: da Azzurro a a Messico e nuvole, fino a Insieme a te non ci sto più. Come un vignaiolo che è sicuro della bontà della sua uva, ma non altrettanto della propria perizia in cantina, Conte ha ceduto per anni i suoi pezzi migliori ad altri perché li cantassero e li portassero al successo. Poi, nel 1974, un produttore lo convince a entrare in studio per registrare una dozzina delle sue canzoni, fra nuove e inedite. Il disco, intitolato semplicemente “Paolo Conte”, gustato a oltre trent’anni di distanza, conferma in pieno il talento dell’avvocato ma anche le sue perplessità a fare tutto da sé. A capolavori immortali come Una giornata al mare e Onda su onda (già cantate da Bruno Lauzi), si alternano brani deboli e privi di corpo come Questa sporca vita e altri che sanno addirittura di tappo, come Lo scapolo. La voce è fresca e genuina, ma ancora troppo acerba per reggere il confronto con le melodie, già piuttosto elaborate; Conte si arrampica volenterosamente su per le scale inciampando a ogni gradino e, se le sue stonature fanno subito simpatia, lasciano anche rimpiangere l’assenza di un interprete più maturo.

Per fortuna, il vignaiolo che è in lui non desiste e confida che il tempo faccia il suo lavoro. Dopo un secondo album ricco di pezzi notevoli (su tutti Genova per noi), in cui però la voce non si è ancora scaldata a dovere, arriva finalmente, nel 1979, Un gelato al limon, dove Conte fa un salto di qualità: le sue corde vocali sono finalmente mature e si alleggeriscono delle note aspre degli anni della giovinezza. Esattamente come un Barolo di qualche anno, che inizia a essere pronto sia per accompagnare brasati sulla tavola che per essere gustato da solo, in un calice ampio, seduti la sera in poltrona. I tannini sono sempre sferzanti, ma hanno perso per strada gli spigoli ruvidi dei primi anni dall’imbottigliamento per diventare eleganti e, come le consonanti sonore di Conte, si sono ammorbiditi ed esprimono in modo ancora più profondo e incisivo il carattere del Nebbiolo. Dopo vent’anni dalla vendemmia una bottiglia di Barolo sfoggia sempre l’originaria acidità, che ne sostiene gli aspetti più vibranti, proprio come quelle note stridenti di Conte che oggi non sono più un difetto della voce, ma il tratto più affascinante e distintivo dei suoi pezzi. Quando un Barolo di razza invecchia tende all’essenza, assottiglia il corpo importante e lascia in evidenza i toni netti e diretti, limpidi e asciutti, come se nel bicchiere fosse distillata la natura stessa delle Langhe e dei Piemontesi, riservati e generosi, a volte scorbutici ma profondi come pochi altri. Gli ultimi album di Paolo Conte propongono pezzi raffinati, colti, difficili per chi ha l’orecchio abituato solo a generi più commerciali, proprio come una bottiglia di Brunate Riserva 1985 di Beppe Rinaldi, che Conte lo ricorda anche un po’ per i modi schietti e i baffi folti.


I’ve seen films – Festival di Rutger Hauer

Una bella sorpresa stamattina, in apertura di settimana. Senza Trucco è stato selezionato per l’International Film Festival I’ve seen films che si terrà a Milano fra il 10 e il 19 ottobre. I documentari ammessi alla competizione internazionale sono soltanto 4 e ci siamo anche noi! La cosa che mi fa più piacere è che questo è il festival organizzato da Rutger Hauer, uno dei miei miti fin da piccola… siccome sarà lui in persona a consegnare i premi, bisognerà incrociare tutte le dita a disposizione e sperare che abbia una grande passione per il vino, perchè io la mano gliela voglio stringere. Insomma, in questo luglio cominciato con 40 gradi sul terrazzo e la previsione di un’estate sonnacchiosa, ecco che il nostro documentario ci regala un’altra soddisfazione.

A questo punto vi rimando a domani, perchè abbiamo anche noi una sorpresa per voi e, vista la corrente positiva del momento, direi che è ora di interrompere il silenzio. A domani allora!


Scorie in libertà

Molti di voi, instancabili lettori di questo blog, sono venuti a conoscenza del marchio  in quanto casa di produzione di Senza Trucco. In realtà l’Associazione culturale vanta una lunga storia, visto che è stata fondata da Marco assieme a un gruppo di amici di Latina che da anni lavorano nel documentario. Fra questi, il più noto nel mondo del cinema è Gianfranco Pannone, regista di documentari culto nell’Italia dell’ultimo ventennio, di cui molti realizzati proprio sotto la produzione Effetto Notte e alcuni scritti con lo stesso Marco. Famosissima la sua trilogia sul sogno americano in Italia: Piccola America, Lettere dall’America e L’America a Roma (realizzata fra il 1991 e il 1998) e il ritratto della città dove è cresciuto, che ha descritto nel film Latina Littoria (2001), vincitore del Torino Film Festival. Nel 2008 ha realizzato Il Sol dell’Avvenire, un documentario che racconta l’incontro fra alcuni ex brigatisti rossi e che ha suscitato numerosi dibattiti e polemiche (fra cui quella – che io ritengo particolarmente lusinghiera – con l’ex ministro della cultura Sandro Bondi). Nel 2010 esce  Ma che storia, un affascinante e divertente film di montaggio dedicato al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, realizzato con materiale di repertorio e prodotto dall’Istituto Luce.

L’ultima tappa della carriera, di cui ho omesso voci importanti per non dilungarmi troppo, è di questi giorni. Infatti, il nuovo film di Pannone, Scorie in libertà (qui il trailer), è stato l’unico documentario italiano selezionato per il concorso internazionale documentari al Festival Cinemambiente 2012 (lo stesso del debutto di Senza Trucco lo scorso anno…).Il sottotitolo del film è L’incredibile storia del nucleare in Italia, anche se sofferma la sua attenzione soprattutto sulla centrale di Borgo Sabotino, vicino a Latina, aperta nel 1964 (quando aveva il più potente reattore d’Europa) e chiusa alla fine del 1986, in seguito al referendum con cui il popolo italiano rifiutò, per la prima volta, l’utilizzo del nucleare in questo paese. Quando Gianfranco e Marco hanno iniziato a lavorare sul progetto, un paio d’anni fa, si era nel pieno di una nuova ondata di proposte governative per il ritorno all’energia dell’atomo. Gianfranco, che nei suoi documentari mantiene sempre una forte matrice personale, concentrandosi sull’esperienza individuale e tornando spesso a racconare dei luoghi in cui è cresciuto, ha deciso di indagare lo stato d’animo dei cittadini di Latina, che da cinquant’anni convivono con l’ingombrante mole della centrale affacciata sul mare, una specie di reperto archeologico di cui non si sa bene quanto effettivamente sia stato messo in sicurezza dopo la chiusura.

Devo essere sincera: dopo il nuovo rifiuto del nucleare con i referendum dello scorso giugno, ho pensato che ormai un documentario su quest’argomento non avesse più un’urgenza immediata. Invece, vedendo il film Scorie in Libertà, proprio in virtù della sua visione sineddotica del nucleare in Italia, mi sono resa conto che questo tipo di problematica nel nostro paese non sarà mai superato, visto che le decisioni vengono prese dall’alto e calate sulla gente che, inizialmente, si guarda attorno perplessa, poi finisce per abituarsi a tutto. Per questo è interessante vedere il documentario di Pannone: non si ha mai l’impressione di scontrarsi contro tematiche universali che hanno bisogno di conferenze e convegni per essere affrontate. Quello che emerge è la quotidianità di una piccola provincia del Lazio alle prese con il dilemma etico e politico del confronto fra vecchio e nuovo, ambientalismo e progresso. Come se qui, nel Sud dell’Europa, non fossero mai arrivati i venti nordici delle energie alternative come unica vera soluzione per il futuro.

Senza Trucco è nato sotto un marchio importante, che richiama soprattutto i documentari di un grande regista. Spesso mi domando se io mi meriti davvero di presentarmi sotto la stessa produzione di Gianfranco Pannone. Poi penso che gli ultimi due film prodotti da Effetto Notte, Senza Trucco e Scorie in libertà, guardano, anche se in modo diverso, al territorio e all’importanza della tutela dell’ambiente nel nostro paese. Probabilmente non è un caso.

 


Quella visione positiva della vita…

Foto di Elisa Giannini

Una bella sorpresa stamattina. Anzi, bellissima: una pagina intera dedicata a Senza Trucco a firma di un grande giornalista del Corriere della Sera, Luciano Ferraro. Nel giro di un paio d’ore siamo stati contattati da tantissime persone che hanno voglia di vedere il nostro documentario e di farsi contagiare dall’ottimismo di cui il nostro progetto è impregnato.

“Buongiorno dopo aver letto l’articolo sul corriere della sera di oggi e visto il vostro blog vorrei acquistare il film per farlo vedere alla mia fidanzata che vorrebbe aprire una pasticceria ma non ha sufficiente fiducia in se stessa. Spero che vedere questo film la aiuti”.

“Care vere donne,  vorrei acquistare il dvd del film “Senza trucco”  .  Il vostro lavoro è prezioso, siete delle Dee Madri, almeno una parte del bel territorio italiano è in buone mani.   Potrebbe far parte dell’educazione infantile… dirò a qualche insegnante di procurarsi il film e inserirlo nella programmazione scolastica…  può essere un’idea ?”.

Questo è lo stile delle mail. Immaginatevi la nostra soddisfazione nel leggere che Senza Trucco sta diventando un punto di riferimento per chi non ha voglia di crogiolarsi nel pantano emotivo di questo periodo. Tutti parlano di crisi, di mancanza di possibilità per chi abbia voglia di crearsi uno spazio proprio in Italia. E noi, che invece crediamo in una visione positiva della vita, abbiamo deciso di raccontare una bella storia e di non soffermarci su drammi sociali o economici. Noi stessi siamo la prova che, quando si crede fermamente in un progetto, si riesce a diventare contagiosi e a creare un passaparola fatto di fortuna, sostegno psicologico e supporti pratici. Non a caso uno dei titoletti dell’articolo riporta: “Diventa un caso il film finanziato dai fan”. Se non fosse per voi e per la fiducia e l’entusiasmo con cui ci avete sommersi, stamattina non ci sentiremmo così felici e consapevoli di avere fatto qualcosa di buono. Per l’ennesima volta, grazie!

Se avete voglia di leggere l’articolo, si trova a pagina 31 del Corriere, oppure in versione on line del quotidiano, sul blog DiVini di Luciano Ferraro.


Proiezione all’Aquila

Stasera, venerdì 11 maggio, alle 21, Senza Trucco verrà proiettato all’Aquila, ad apertura della prima edizione di una manifestazione dedicata ai vini naturali. Naturale, questo è il nome dell’evento organizzato dall’Associazione Dinamiche Bio, si terrà domani e domenica a Navelli, un piccolo e affascinante borgo medievale, noto sia per le bellezze urbanistiche che per la produzione del migliore zafferano al mondo. Fra i produttori un sacco di amici, a partire dalla nostra Nicoletta, per arrivare a Carussin, Santa Caterina, Iuli, Lusenti, Quarticello, Praesidium, Simbiosa e tanti altri nomi più che conosciuti. Stasera, assieme a me e Marco, alla Casetta degli Alpini in Piazza San Bernardino all’Aquila ci saranno sia Nicoletta Bocca che Francesco Guccione, fra gli ospiti, domani, della conferenza di apertura, assieme a Carlo Noro, Michele Lorenzetti ed Emanuele Giannone.

Non voglio cadere nella retorica sottolineando quanto ci faccia piacere presentare il nostro documentario all’Aquila. Però siamo davvero onorati che sia stato chiesto proprio a Senza Trucco di aprire una manifestazione che inaugura un bel percorso in una zona che merita di essere ricordata per ben altro che non per un terremoto che ormai dovrebbe essere stato superato da una ricostruzione veloce ed efficiente. Dovrebbe.


Che meraviglia!

Ho pensato a un titolo più efficace, ma non mi è venuto in mente niente che potesse descrivere meglio la prima romana di Senza Trucco, sabato sera. Siccome non si raccoglievano prenotazioni, non sapevamo bene quante persone sarebbero intervenute, ma le prime avvisaglie positive ci sono state quando abbiamo visto lo spettatore numero uno fare capolino  mezz’ora prima dell’appuntamento. Alle otto fuori dalla sala del Piccolo Apollo c’era la coda e, un quarto d’ora dopo, c’erano decine di persone che si gustavano l’apertivo a base della Barbera Asinoi di Carussin. La nostra sommelier preferita, Miriam Bruera, ha visto qualcuno tornare quattro volte per farsi riempire il bicchiere, affermando che è un peccato che la Barbera a Roma si conosca così poco… Insomma, al momento dell’inizio del film, la sala era strapiena e c’era anche qualcuno del pubblico in piedi. L’applauso finale mi ha tolto il fiato e il dibattito a cui abbiamo partecipato io, Marco, Giovanni Piperno e Jonathan Nossiter è stato davvero coinvolgente. Abbiamo iniziato parlando di Senza Trucco, per poi inglobare  l’intero ambito dei vini naturali e il problema del cinema indipendente in Italia. L’ultima mezz’ora è stata dedicata alla degustazione dei vini delle nostre protagoniste, anche perchè il pubblico a quel punto iniziava a essere davvero curioso di assaggiarli!

Per chi volesse farsi un’idea della serata e, soprattutto, del dibattito finale, dia un’occhiata al video girato dalla nostra amica Giulia Pattono.

Io e Marco non sappiamo come ringraziare l’Associazione Documentaristi Italiani per l’ospitalità, tutti gli amici che, dopo avere già visto Senza Trucco in dvd hanno avuto voglia di verderlo proiettato su un grande schermo e le tantissime persone che, non avendo ancora idea di cosa si trattasse, si sono fatte venire la curiosità di conoscere qualcosa del vino naturale e vedere un documentario che ne parlasse.


ELIANA NEGRONI

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