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LOGO NUOVO, VITA NUOVA

SENZA_TRUCCO_CMYK.jpgQualcuno di voi l’avrà già notato sulla locandina definitiva di Torino Beve Bene (vero che l’avete notato?): Senza Trucco ha cambiato logo. Dopo tanti anni abbiamo deciso di rinnovarci e non soltanto da un punto di vista estetico. Prima c’è stato il documentario, una delle esperienze più entusiasmanti della nostra vita, e con lui la nascita di questo blog. Poi il trasferimento da Roma a Torino e la scelta di aprire la distribuzione di vini naturali. Quattro anni fa giusti, quando abbiamo affittato il primo piccolo magazzino, non avevo idea di cosa mi aspettasse. Arrivo dal mondo letterario/artistico e di competenze commerciali non ne avevo proprio. Piano piano, accumulando tante soddisfazioni e tanti errori, l’attività è cresciuta e i clienti hanno iniziato a darci sempre più fiducia e credito. Abbiamo comprato un magazzino più grande, cambiato il sito, investito in produttori nuovi e adesso anche sulla grafica. E’ sempre lei, Francesca Pavese, la stessa autrice della locandina di Torino Beve Bene, a essere diventata la grafica ufficiale di Senza Trucco. D’ora in poi il nuovo logo sostituirà il vecchio su tutta la comunicazione e porterà con sé una serie di altri grandi cambiamenti di cui vi accorgerete con il tempo. Se avete imparato a conoscere Senza Trucco, avrete anche capito che non ci piace ritenerci soddisfatti: c’è sempre qualcosa di meglio che si può fare. L’importante è non perdere mai di vista il nostro punto di partenza: non si può mai prescindere dal rispetto del mondo e dell’ambiente, soprattutto quando ci si dedica a un’attività edonistica come bere un bicchiere di vino.

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TORINO BEVE BENE ’15

torinoBeveBeneFinalmente mi sono decisa! A quasi due anni dall’apertura di Vini Senza Trucco a Torino e dopo diverse sollecitazioni da parte di amici produttori, ecco una manifestazione con tutte (o quasi) le aziende che rappresento in città. Volevamo una location centrale e non troppo istituzionale e così ci siamo rivolti al Jazz Club di Piazzale Valdo Fusi, un locale che “suonerà” molto familiare agli amanti della bella musica.

Ai banchi d’assaggio saranno presenti circa 25 produttori e si potranno comunque assaggiare anche le etichette di coloro che non riescono a venire di persona. Ingresso aperto al pubblico a 10 euro con la degustazione libera di tutte le bottiglie e la possibilità di acquistare quelle che si preferiscono. Oltre ai vini, saranno in assaggio anche i prodotti dell’Agrisalumeria Luiset e i mieli Sanlorenzo. In più, per tutta la giornata, dal brunch alla cena, verranno proposti i piatti preparati da Sodo, il Bordò Senza Trucco, di piazza Bodoni.

Sono molto grata alle cantine che hanno accettato di partecipare, investendo una volta di più su Torino, una città che sta velocemente scoprendo e consolidando la propria passione per i vini naturali. Molti produttori arriveranno direttamente da Montecatini, dove il giorno prima, sabato 24 ottobre, riceveranno il riconoscimento della guida Slow Wine.

Se cliccate sulla locandina andrete direttamente sulla pagina del sito di Senza Trucco dedicata all’evento.

Ecco i produttori che parteciperanno all’evento:

Asotom
A’ Vita
Ca’ dei Zago
Ca’ del Vent
Campi di Fonterenza
Cantina Morone
Cantine del Castello Conti
Carussin
Cascina Bruciata
Cento Filari
Enrico Druetto
Giulia Gonella
Vittorio Graziano
La Distesa
La Marca di San Michele
La Raia
Le Rocche del Gatto
Andrea Occhipinti
Piccolo Bacco dei Quaroni
Podere Le Boncie
Punta dell’Ufala
Quarticello
Teobaldo Rivella
Rocco di Carpeneto
Santa Caterina
Franco Terpin
Andrea Tirelli
Zidarich

Co.Vi.Bio con una selezione di vini di:
De Fermo
Franco Masiero
Vigneto San Vito
Jaques Lassaigne
Ruppert-Leroy
Emmanuel Giboulot
Marc Kreydenweiss

L’appuntamento è per domenica 25 ottobre, dalle 11 alle 21 al Jazz Club di piazzale Valdo Fusi. Vi aspettiamo!


Resistenza Naturale ad Assaggi DOC

munlabDomani, sabato 14 giugno, al Festival Assaggi DOC, ” il cinema d’autore in cascina con corti, lungometraggi e animazioni, per conoscere l’agricoltura e gli agricoltori da vicino”, gran finale con la proiezione del film di Jonathan Nossiter Resistenza Naturale.

Due anni fa, quando ci fu la proiezione di Senza Trucco al Piccolo Apollo di Roma, chiedemmo a Jonathan di venire a moderare il dibattito e lui impreziosì il nostro documentario parlandone in termini entusiastici e sottolineandone il valore etico e politico. Ora è il momento di ricambiare, visto che l’organizzazione di Assaggi DOC mi ha chiesto di introdurre la proiezione di Resistenza Naturale e moderare il dibattito successivo. La serata sarà scandita dalla degustazione dei vini di due dei protagonisti del film di Nossiter: in apertura sarà servito Terre Silvate di Corrado Dottori de La Distesa (che ho il grande onore di distribuire qui a Torino) e durante il dibattito si potrà assaggiare invece Nibiò, il Dolcetto di Cascina degli Ulivi.

Quando, anni fa, mi sono laureata in Storia del Cinema, ho pensato che non mi sarebbe dispiaciuto diventare un critico e, allo stesso modo, quando ho preso il diploma da sommlier, mi sono spesso sognata alla guida di degustazioni AIS. Poi la vita ha preso altre strade, la regia e il vino naturale. Eppure domani sera mi troverò a parlare pubblicamente dell’ultimo film del regista di Mondovino, un film-culto per me, e di due produttori simbolo del movimento dei vini senza chimica. Tutto prima o poi torna.

L’appuntamento è per domani sera, 14 giugno, alle 21, al Munlab Ecomuseo dell’Argilla, via Camporelle 50, Cambiano (TO).


In donne veritas – Storie di Resistenza, Terra Bagnata e Streghe

 CARTOLINA2Sabato 7 giugno sarò ospite di una serata speciale, la prima del ciclo di incontri “In Donne Veritas”, progetto culturale dedicato a musica, cibo, vino, poesia, tradizione e storia piemontese. Oltre a me saranno presenti personaggi del calibro di Roberta Castoldi, Dominique degli Esposti, Franco Loi, Soledonna, Erika Urban, Sara Tardelli e, soprattutto, Arianna Occhipinti, che rivedo dopo tanto tempo con immensa gioia. La location è un luogo caro alle memorie partigiane, Cascina Langa, dove Fenoglio trascorse l’inverno fra il ’43 e il ’44 e ne disse: “Qui c’è sempre stato da bere e da mangiare…”.

E così sarà anche sabato sera, con il menu biologico allestito da Anna Blasco del Qubì di Torino e i vini che invece porterò io: Prosecco Colfondo di Ca’ dei Zago, Pignoletto Sui Lieviti di Vigneto San Vito, Gavi di Molinetto Carrea, Rossese di Le Rocche del Gatto e Moscato Filari Corti di Carussin.

Intrigante il tema dell’evento – Il Vino delle donne: storie di Resistenza, di Terra bagnata e di Streghe. Resistenza, terra bagnata e streghe. Sono contenta che sia venuto in mente Senza Trucco ragionando su questi tre argomenti, che mi sono cari come pochi altri. Sono memorie di un passato nemmeno troppo lontano, ma lasciato passare velocemente, a volte dimenticato. Le Langhe ne conservano ancora alcune tracce, sempre più in pericolo. Eventi come quello di sabato sera possono renderne viva l’eco e lasciare sperare che l’oblio non se ne impossessi del tutto.

Per la cena, prevista per le 20, sono disponibili ancora circa 10 posti.

Cascina Langa è in Via Cappelletto, 36 a Trezzo Tinella (CN)

Per tutte le informazioni rivolgersi a Domenico Battaglino: battaglinodomenico@gmail.com, mobile: 333 48 42 728 – 0173 63 05 37

 

 


Dopo l’anteprima di Resistenza Naturale

Finalmente sono riuscita a vedere il nuovo documentario di Jonathan Nossiter, un amico che ha avuto una grande importanza nella storia di Senza Trucco e che, come noi, si è schierato da tempo al fianco dei produttori di vino naturale. In Resistenza Naturale si raccontano quattro personaggi, Elena Pantaleoni de La Stoppa, Corrado Dottori de La Distesa, Giovanna Tiezzi di Pacina e Stefano Bellotti di Cascina degli Ulivi, viticoltori rigorosi, che lavorano la terra e danno vita al proprio vino senza scendere a compromessi. Ciascuno parla singolarmente dell’esperienza che lo contraddistingue e trova poi un confronto costruttivo nei momenti conviviali, in cui la discussione sulle regole del mondo del vino si trasforma spesso in una presa in giro del sistema vigente. Naturalmente si coglie dietro le risate la rabbia per commissioni e disciplinari assurdi e miopi, però quello che emerge è la consapevolezza di agire nel modo più giusto verso la natura e il consumatore, subendo spesso colpi bassi da parte di un sistema di controllo vittima dei dettami dell’industria del vino.

Una scena su tutte: Stefano Bellotti mostra una zolla appena zappata del suo terreno e poi la accosta a un pugno di terra del suo vicino, che lavora da anni in convenzionale, usando pesticidi, concimi e diserbanti. Devo davvero descrivere la differenza? Jonathan la definisce cosi: life and death, la vita e la morte…

Resistenza Naturale non doveva essere un film, ma il backstage dell’edizione italiana degli extra di Mondovino (tutto il girato non montato nel film originale, ma rielaborato in una bellissima collezione di dvd, già uscita in diversi paesi all’estero). Il materiale ottenuto era davvero buono e Jonathan si è reso conto che c’erano le basi per un nuovo documentario sul vino, forte e schierato come il precedente. Però molto diverso: qui non si vedono magnati dell’industria enologica e non ci sono critiche dirette a multinazionali del vino. I protagonisti sono quattro produttori a cui ci si affeziona incondizionatamente e che diventano, agli occhi del pubblico, i paladini di un sistema antico di fare agricoltura, quello che non conosceva lo sfruttamento del territorio, ma era riconoscente per ciò che la natura sa offrire.

Resistenza Naturale non è solo un film sul vino: un terzo della narrazione è dedicata al cinema, nell’Istituzione della Cineteca di Bologna, rappresentata dal suo Direttore, Gian Luca Farinelli. Da anni la Cineteca si occupa di restaurare pellicole storiche, restituendole allo splendore originale e a un pubblico consapevole. Ecco che il documentario è cadenzato da scene di film leggendari, da Chaplin a Monicelli a Rossellini. Resistenza tout-court: al potere costituito ne Il Marchese del Grillo, alla dominazione nazi-fascista in Roma Città Aperta e al mito della ricchezza ne La Febbre dell’oro. E all’oblio del tempo da parte della Cineteca.

Nossiter ha saputo raccontare il proprio bisogno etico e politico di salvaguardare il buono del passato contro un’imperversante sete di consumo di massa attraverso le sue due grandi passioni, cinema e vino. Che sono le stesse che condivido e che avrei voluto saper descrivere così. Bravo Jonathan e grazie da parte di chi cerca di resistere.

Di seguito uno stralcio dell’intervento di Nossiter e Bellotti dopo la proiezione.


Giovani promesse

Qualche settimana fa Walter Lo Iacono, un amico che conoscevo nelle vesti di esperto di birre artigianali, mi ha invitata a pranzo nella scuola dove insegna, l’Engim San Luca di Torino, specializzata in diversi settori lavorativi, fra cui anche quello di Operatore servizi ristorativi.

IMG_1398Walter mi aveva avvertita che mi sarei trovata di fronte a una classe molto preparata, ma sinceramente non mi aspettavo un simile grado di competenza in un centro di formazione professionale. Ho capito di essere vittima di pregiudizi e luoghi comuni nel momento stesso in cui ho varcato la soglia dell’aula in cui si organizzano i pranzi e ho visto alcuni ragazzi della classe (dai 16 ai 18 anni) in divisa, composti e sorridenti, schierati come mi è successo soltanto in ristoranti di altissimo livello. Ognuno rivestiva un ruolo ben preciso in sala, mentre il resto della classe era affacendato dietro ai fornelli per preparare i piatti ideati dal loro professore, pur non essendo previsto un preciso corso di cucina durante il biennio formativo.IMG_1411

Lasagnetta tricolore come amuse bouche, Insalata di finocchi e arance con uvetta e pinoli per antipasto, Battuta di fassone al coltello con pomodori secchi, basilico e senape come entrée e Tagliata di pollo su letto di crema di patate al curry, come portata principale. Ogni piatto originale e intrigante, una mise en place impeccabile e un servizio superbo (senza scivolare nella piaggeria: non c’è stata una minima sbavatura in nessun momento del pranzo). In abbinamento una bottiglia di birra UP: quando si dice una scelta azzeccata!

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Lasagnetta tricolore

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Battuta di fassone

Al tavolo con me c’erano il direttore e diversi docenti, che interrogavano con domande a bruciapelo i ragazzi mentre portavano i piatti o servivano il vino: anche a livello teorico sono rimasta davvero stupita, visto che non solo erano preparati, ma avevano risposte pronte e sicure. Dopo il pranzo ho avuto modo di chiacchierare un po’ con i ragazzi e mi sono resa conto che hanno nozioni non solo superficiali di sommellerie e hanno spesso fatto stage in locali rinomati della città. Alcuni di loro sono approdati in questo centro di formazione come ultima possibilità dopo ripetuti fallimenti scolastici, altri arrivano da situazioni familiari difficili. Il problema è che il mondo del lavoro non conosce alibi e non accetta giustificazioni: bisogna essere preparati e duttili e questi ragazzi dimostrano di esserlo. IMG_1400Credo che grande merito abbia Walter Lo Iacono, un professore davvero unico, che individua attitudini e talenti nei suoi allievi e li sa motivare e spronare; tanto anche si deve alla struttura dell’Engim, che punta molto più sulla pratica che sulla teoria, permettendo ai ragazzi di inserirsi nel mondo professionale a metà del secondo anno di scuola; ma soprattutto bisogna riconoscere a questi ragazzi di aver saputo mettersi alle spalle esperienze negative per trovare, ancora molto giovani, la propria strada, con passione e capacità.

Qui di seguito un video con una breve intervista ad alcuni dei ragazzi della classe. 

 


I Vini di campagna piacciono!

Una giornata stupenda ieri da Carussin, per la prima edizione di Vini di Campagna!

Malgrado diverse altre manifestazioni in zona, c’è stato un bell’afflusso di pubblico e tutti, andandosene, ci hanno chiesto di ripetere quanto prima l’evento. I padroni di casa, Bruna, Luigi, Luca e Matteo hanno fatto in modo che tutto girasse per il meglio e hanno allestito il punto-cucina in una bellissima casetta di legno, dove c’era lo spazio per Mauro Musso, che impiattava a ripetizione la sua pasta preparata con diversi tipi di sugo (dalle Caserecce al ragù langarolo o di verdure ai tajarin al burro e salvia, una rivelazione…), per la piastra dove venivano cucinati gli hamburger dell’Azienda San Desiderio e per la spina, che erogava generosamente la birra Clandestino di Luca Garberoglio.

E poi le due sale della cantina, con tutti i produttori promessi e con le creazioni dolciarie di Carla Gori.

Fra le chicche e le novità assaggiate, la prova da botte del Ruché e la Barbera rifermentata in bottiglia (purtroppo non in vendita) di Cascina Tavjin, il Trebbiolo de La Stoppa, che richiama immediatamente, in forma metonimica, tutte le lavorazioni storiche di Elena Pantaleoni, la verticale di Pigato di Le Rocche del Gatto (Fausto de Andreis parte sempre con 10 annate del suo vino), il Rosatea di Valli Unite, un rosato da vecchie vigne di diverse varietà, il Moscato d’Asti di Ca’ ed Balos, con profumi e persistenza davvero notevoli, il Gavi di Molinetto Carrea, che esprime con il tempo tutte le sue potenzialità, la Barbera d’Asti 2006 di Remo Hohler, incredibilmente fresca e decisa, il Sauvignon che parla francese di Trediberri, l’applauditissimo Buttafuoco di Piccolo Bacco dei Quaroni, il Brachetto secco di La Viranda, con il suggestivo nome di Libertario Rosso, gli strabilianti vini di Tommaso Gallina ed Enrico Druetto, impossibili da descrivere a parole e, per finire, l’appena imbottigliato Carica l’Asino dei padroni di casa, un vino che non fa in tempo a riposarsi nel bicchiere nemmeno pochi minuti.

L’appuntamento è per la prossima primavera, sempre da Carussin, a meno che qualcuno non abbia una proposta per la versione autunnale di Vini di Campagna!

Nadia Verrua di Cascina Tavjin

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Carla Gori, con una fetta di crostata

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Elena Pantaleoni de La Stoppa

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Fausto de Andreis di Le Rocche del Gatto

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Alicia della Cooperativa Valli Unite

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Renata Bonacina di Ca’ ed Balos

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Diego Carrea di Molinetto Carrea

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Luca Garberoglio di Carussin

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Remo Hohler

 

 

 

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Claudio de La Viranda e Fausto de Andreis

 

 

 

 

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Tommaso e Sara di Piccolo Bacco dei Quaroni

Tommaso e Sara di Piccolo Bacco dei Quaroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ELIANA NEGRONI

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