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Due bei documentari

Si è conclusa questo weekend a Roma la XVIII edizione del MedFilm Festival, l'”unico appuntamento italiano specializzato nella diffusione del cinema mediterraneo ed europeo”. Sinceramente avrei voluto assistere a molte più proiezioni, ma ho dovuto centellinare le mie scelte e concentrarmi sui due film che non avrei perso per nessun motivo, malgrado una certa difficoltà attuale a raggiungere la Casa del Cinema di Villa Borghese…

Naturalmente si tratta di due documentari, uno italiano e uno francese, il primo inserito nel concorso internazionale di film di finzione e il secondo nel concorso internazionale di documentari, curato dal regista Gianfranco Pannone (con Jonathan Nossiter in giuria, assieme a Erika Manoni e Costanza Quatriglio).

Partiamo dal primo. Le Cose belle è un film diretto da Giovanni Piperno e Agostino Ferrente, che nel 1999 realizzarono un documentario dal titolo Intervista a mia madre, in cui venivano presentati quattro ragazzini napoletani, spigliati e pieni di sogni per il futuro, inseriti nel contesto di una città unica al mondo, in cui sembra che lo spazio per la normalità non sia nemmeno contemplato. Oggi, dopo tredici anni, Enzo, Fabio, Silvana e Adele hanno dai 25 ai 27 anni e le loro vite si sono completamente svuotate. Gli sguardi spenti, il confronto quotidiano con delle difficoltà altrove impensabili, la ricerca (mai sentita troppo impellente) di trovare un lavoro, stridono con le immagini, che vengono puntualmente riproposte, di quei quattro ragazzini entusiasti pronti a lanciarsi verso la vita. La nota dominante non è il dramma di un sogno di gioventù infranto violentemente e inaspettatamente, ma la dissoluzione graduale e rassegnata di un’aspettativa che forse non aveva mai preso se stessa troppo sul serio. Le Cose belle viaggia su un filo di crudeltà sicuramente non premeditata dai due registi, ma comunque inevitabile: il paragone fra passato e futuro, inserito in un contesto che si auto-alimenta senza riuscire mai a rigenerarsi come la città di Napoli, offre allo spettatore l’occasione per crucciarsi per le condizioni di vita ineluttabili dei quattro protagonisti e per tirare un sospiro di sollievo per avere avuto un altro destino… Ma non pensiate che il disagio sociale o lo spaccato di una città meridionale siano il motore che spinge questo lavoro: sono le personalità che spiccano, vive e schiette, anche se ormai offuscate dalla sensazione che la vita possa essere finita prima dei trent’anni.

Il secondo lavoro, Le Invisibles, di Sebastien Lifshitz, ha vinto il primo premio del concorso e non è un caso. Viene raccontata una serie di storie di omosessuali nati fra le due guerre, che quindi ora hanno più di settant’anni. Anche se oggi la Francia, il paese in cui è girato il documentario, è all’avanguardia per quanto riguarda i diritti dei gay, le testimonianze dei protagonisti di questa storia riportano a periodi in cui l’omosessualità non riusciva ancora a essere capita e, men che meno, accettata. Scontato parlare di poesia: è chiaro che i discorsi di questi anziani, toccati dall’amore a volte in età molto avanzata, non possono che essere intrisi di lirismo. Quello che davvero lascia una sensazione appagante e completa in questo film è la serenità raggiunta dai protagonisti dopo decenni di compromessi interiori e con la società, di contrasti con il senso del dovere e di fughe verso realtà lontane. Alla fine però sono tutti tornati e comunque hanno preso coscienza del fatto che la loro felicità avrebbe dovuto inevitabilmente scontrarsi con la morale comune. Hanno partecipato alle manifestazioni e alle lotte degli ultimi anni sessanta e hanno finalmente ottenuto il loro piccolo spazio nel mondo, riconosciuti da una società sempre più tollerante e comprensiva. Il risultato sono delle coppie di anziani, donne e uomini che si prendono cura reciprocamente gli uni degli altri, scambiandosi frasi gentili o battibeccando, rassicurati dal fatto di essere fra i fortunati che hanno capito qual era la loro storia e di averla potuta vivere. Ma siamo in Francia. Mi ha fatta sorridere in maniera molto amara la frase di uno dei protagonisti: “Ora le cose sono cambiate, ma allora si diceva che l’omosessualità era una malattia e io sono dovuto andare dal medico per chiedergli di prescrivermi qualche medicina…”. Strano, qui in Italia ho sentito delle frasi simili non meno di due settimane fa…

Nell’ultima settimana ho visto qualche (brutto) film di finzione e questi due bei documentari. Una volta di più mi domando come mai il mercato non lasci più spazio a un genere che ha così tanto da dire, in termini sia stilistici che tematici.


Che meraviglia!

Ho pensato a un titolo più efficace, ma non mi è venuto in mente niente che potesse descrivere meglio la prima romana di Senza Trucco, sabato sera. Siccome non si raccoglievano prenotazioni, non sapevamo bene quante persone sarebbero intervenute, ma le prime avvisaglie positive ci sono state quando abbiamo visto lo spettatore numero uno fare capolino  mezz’ora prima dell’appuntamento. Alle otto fuori dalla sala del Piccolo Apollo c’era la coda e, un quarto d’ora dopo, c’erano decine di persone che si gustavano l’apertivo a base della Barbera Asinoi di Carussin. La nostra sommelier preferita, Miriam Bruera, ha visto qualcuno tornare quattro volte per farsi riempire il bicchiere, affermando che è un peccato che la Barbera a Roma si conosca così poco… Insomma, al momento dell’inizio del film, la sala era strapiena e c’era anche qualcuno del pubblico in piedi. L’applauso finale mi ha tolto il fiato e il dibattito a cui abbiamo partecipato io, Marco, Giovanni Piperno e Jonathan Nossiter è stato davvero coinvolgente. Abbiamo iniziato parlando di Senza Trucco, per poi inglobare  l’intero ambito dei vini naturali e il problema del cinema indipendente in Italia. L’ultima mezz’ora è stata dedicata alla degustazione dei vini delle nostre protagoniste, anche perchè il pubblico a quel punto iniziava a essere davvero curioso di assaggiarli!

Per chi volesse farsi un’idea della serata e, soprattutto, del dibattito finale, dia un’occhiata al video girato dalla nostra amica Giulia Pattono.

Io e Marco non sappiamo come ringraziare l’Associazione Documentaristi Italiani per l’ospitalità, tutti gli amici che, dopo avere già visto Senza Trucco in dvd hanno avuto voglia di verderlo proiettato su un grande schermo e le tantissime persone che, non avendo ancora idea di cosa si trattasse, si sono fatte venire la curiosità di conoscere qualcosa del vino naturale e vedere un documentario che ne parlasse.


Senza Trucco a Roma venerdì 30 marzo

Dopo tre giorni in Veneto per le fiere, di nuovo a Roma per organizzare la tanto attesa prima proiezione di Senza Trucco nella capitale. Tanto attesa perchè ormai abbiamo proiettato il documentario un po’ dappertutto in giro per l’Italia e continuava a mancare la nostra città, ma soprattutto perchè l’appuntamento saltato a febbraio per allerta neve ci è andato un po’ di traverso. Era tutto pronto, avevamo un numero di adesioni da capogiro… vabbè,  il resto lo sapete. Oggi ci sono quasi trenta gradi fuori, è previsto bel tempo per tutto il weekend, quindi non dovrebbero esserci controindicazioni. Ho aspettato fino all’ultimo per dare la conferma alla notizia, ma ora credo proprio di potere andare tranquilla: venerdì 30 marzo (eggià, dopodomani!), al Piccolo Apollo, in via Conte Verde 51, ci sarà la prima romana di Senza Trucco. Per la seconda volta, la sala ci è stata messa a disposizione da Doc/it, l’Associazione dei Documentaristi Italiani.

L’appuntamento è alle ore 20.00 e inizieremo con un aperitivo-degustazione con i vini delle nostre protagoniste + quelli dell’Azienda Carussin. La serata sarà presentata dal nostro amico, grande documentarista (e mattatore) Giovanni Piperno, mentre il dibattito dopo la proiezione sarà condotto dal mitico regista di Mondovino e compagno di bevute di vini naturali Jonathan Nossiter.

La proiezione inizierà alle 20.30, ma se vi va di condividere con noi un’apertura enologica di rara qualità, beh, cercate di arrivare per le 20.00, anche perchè a stappare le bottiglie e riempire i bicchieri ci sarà Miriam Bruera, la simpatica e stra-talentuosa sommelier dell’Enoteca Trucchi, che ogni tanto vedete con me nelle video-degustazioni, e a chiacchierare con noi di quanto si assaggerà ci sarà anche Tiziana Gallo, l’organizzatrice di Vini Naturali a Roma.

Vi aspettiamo, ma proprio tanto numerosi!

p.s. Per gli appassionati di ruoli tecnici, questa sarà la prima proiezione pubblica a cui presenzierà anche la nostra montatrice, Enrica Gatto!


Finalmente a Roma!

Diciamocela tutta. Roma mancava proprio all’appello. Dopo Torino, Genova (2 volte), Trento e Bologna, non essere ancora riusciti a vedere proiettato Senza Trucco nella nostra città era per noi motivo di grande dispiacere. Anche perchè Marco è qui da più di vent’anni, io da dieci e i numerosi amici, del mondo sia del cinema che del vino, è un po’ che stavano scalpitando per vedere il nostro documentario su un grande schermo. L’occasione si è presentata con la manifestazione di Tiziana Gallo Vini Naturali a Roma, durante la quale saranno presenti ben tre delle nostre protagoniste. Vuoi non collegare la proiezione all’evento? E infatti, grazie a Doc/it (Associazione Documentaristi Italiani), siamo riusciti ad ottenere la sala del Piccolo Apollo per una serata tutta all’insegna di Senza Trucco. Ad introdurci sarà un grande amico e regista, Giovanni Piperno, e, subito dopo la proiezione, ci sarà un dibattito con un altro grande regista, che abbiamo anche in questo caso la fortuna di definire amico, Jonathan Nossiter, l’autore di un documentario che mi ha segnata particolarmente, Mondovino. Accanto a noi ci sarà la nostra protagonista Nicoletta Bocca, che non manca mai in queste occasioni, perchè – come dice lei – “noi Piemontesi siamo fedeli”. E la serata non può che chiudersi con una degustazione: oltre alle bottiglie di Dora (Poderi Sanguineto), di Nicoletta (San Fereolo) e di Elisabetta Foradori, avremo con noi anche Bruna Ferro, che ci farà assaggiare la Barbera Asinoi della sua azienda, Carussin, e Giovanni Scarfone, con alcune bottiglie di Bonavita.

Mi emoziona sempre molto proiettare il film in grande, ma questa volta sono addirittura più felice delle altre volte. In questo caso, infatti, non ci hanno invitati a un festival o a una rassegna, ma siamo stati noi a volere la prima romana del nostro documentario e a organizzare tutto perchè ciò fosse possibile. Speriamo che sarete in tanti a partecipare, anche perchè il nostro proposito è di trasformare venerdì 10 febbraio in una vera e propria festa di Senza Trucco, in cui gli amici, ma anche solo gli appassionati di cinema e di vino, potranno condividere con noi la magia di questo piccolo film che ci continua a dare, giorno dopo giorno, tante soddisfazioni.

L’appuntamento è venerdì 10 febbraio, alle 20.15,  al Piccolo Apollo (Via Conte Verde, 51 / Itis Galilei) a Roma. L’ingresso è gratuito con una sottoscrizione a sostegno dell’attività del Piccolo Apollo.


ELIANA NEGRONI

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