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Un primo assaggio di Vini Naturali a Roma – Angiolino Maule

La prima giornata di Vini Naturali a Roma 2012 è stata davvero intensa e, se devo essere sincera, non sono riuscita a fare nemmeno la metà di quello che mi ero ripromessa. Anche perchè la maggior parte del tempo l’ho passata a salutare gli amici che non vedevo da un po’, poi c’erano le nostre protagoniste Dora e Patrizia e, infine, mi sono fatta tre delle quattro degustazioni previste nel corso del pomeriggio: Maule, Barraco e Simbiosa. Oggi spero di riuscire ad assaggiare anche un po’ di vini ai banchi, ma intanto vi do un’idea della manifestazione con il video della prima degustazione, quella guidata da Angiolino Maule, che ha portato due diverse versioni del Sassaia 2007, con e senza solforosa, e due declinazioni differenti del Pico 2009, il Faldeo e il Taibane, derivanti da due diverse vigne. Nel primo caso la volontà era quella di fare comprendere come la solforosa riesca a condizionare un vino, imbrigliandolo rispetto a quando questo viene vinificato senza alcuna aggiunta. E, nel secondo, Angiolino ha voluto dimostrarci come per lui sia fondamentale la territorialità, tanto che la stessa uva e lo stesso vino sono profondamente diversi se provengono da una zona rispetto che da un’altra.

Oggi in programma ci sono altre degustazioni: Pepe, Zidarich e la Castellada, I Dolomitici, Paolo Bea, I Clivi, Picariello e Dettori. Tutte tutte non ce la farò, ma mi auguro nei prossimi giorni di riuscire a mettere on line i video di almeno cinque di queste.


Vini Naturali a Roma, senza neve!

Questa volta nemmeno un fiocco di neve in vista…  allora siamo pronti per un weekend tutto all’insegna dei vini naturali! L’appuntamento è sempre all’Hotel Columbus e sempre negli stessi orari indicati per lo scorso weekend. Naturalmente tutti quelli che sperano di non incontrarmi hanno fatto male i conti, perchè credo che non verrò via dall’evento se non proprio a fine giornata… Ho in mente di assaggiare praticamente tutto e di gironzolare con la mia videocamera per fare video-degustazioni di tutti i vini che mi sembrano più interessanti, oltre ai video delle degustazioni tenute dagli stessi produttori.

Peccato che non siamo riusciti a ri-organizzare anche la proiezione di Senza Trucco per stasera… la buona notizia è che abbiamo già una nuova data fissata: venerdì 30 marzo, sempre al Piccolo Apollo. Speriamo di riuscire a coinvolgere anche in quel caso Jonathan Nossiter e Nicoletta Bocca.

E poi ci sono un altro paio di belle novità, ma avrò modo di parlarvene nelle prossime settimane, quando tutto sarà ufficializzato.

Allora pronti? Ci vediamo all’Hotel Columbus e, per chi non potrà esserci di persona, lunedì con i video delle degustazioni!


Dal rosso al bianco e ritorno

Sono torinese. Nonni paterni che arrivavano dalla campagna, astigiana l’uno, cuneese l’altra. Il primo sorso di vino l’ho dato a un anno e mezzo perchè mio papà, esasperato per le mie insistenze, sperava che il sapore forte mi facesse cambiare idea. E’ stato invece l’inizio di un amore, che la mia famiglia ha cercato di arginare prima, poi ha assecondato quando con la crescita è risultato evidente che il mio sorsino io me lo facevo comunque. Volevo solo rossi. Dolcetti, Grignolini, Barbere, Nebbioli. Negli anni novanta nei locali di Torino trovavi un paio di vini alla mescita, sempre piemontesi. Qua e là qualche bottigia di Arneis, ma avevo imparato che il mal di testa era una conditio sine qua non e così mi tenevo ben alla larga. Oddio, non che i rossi fossero migliori, visto che ogni tanto mi viene ancora in mente quel sapore aspro e vinoso che abbandonava il palato in pochi secondi, lasciandomi una gran voglia di un San Simone (amaro tipico della capitale sabauda, dove non si chiede genericamente un amaro, ma “Un San Simooone!”) per fifarmi un po’ la bocca.

A vent’anni finalmente un primo corso di degustazione. Non che sia diventata un’esperta, però i miei amici ne erano convinti e così da quel momento è toccato a me scegliere le bottiglie quando si andava a cena fuori. In realtà un’evoluzione c’era stata, perchè avevo capito che i vini migliori erano i rossi passati in barrique: il millennio non era ancora finito e la vaniglia passava i suoi momenti migliori. E vai con una serie interminabile di Barbere e Dolcetti (questo ci concedevano le finanze) che venivano masticati quasi quanto le bistcche che ordinavamo assieme. E loro continuavano a fidarsi, anche perchè, come tutt’ora, non capivano niente di vino e gli potevi propinare qualsiasi cosa. Insomma, il mio ego aumentava e, spinta dal coraggio, iniziavo anche a uscire dalla regione per assaggiare bottiglie toscane e siciliane, apprezzando sempre più alcol e corpo e considerando ormai con sufficienza il Grignolino e il Dolcetto sfusi che avevo bevuto per anni a casa. Di punto in bianco la freschezza era diventata la mia peggiore nemica e mi facevo coccolare dalla melliflua rotondità delle poche aziende che riuscivano a imporsi sul mercato comune.

Una volta arrivata a Roma ho dovuto rivedere tutto il mio bagaglio, perchè qui vini piemontesi non è che se ne trovassero tanti. Ogni tanto compravo un Chianti, un Nero d’Avola, un Cesanese, ma diventavo improvvisamente campanilista e mi mancavano le mie belle bottiglie langarole e monferrine. Così tornavo da ogni spedizione a Torino con scorte che mi bastavano appena appena fino al rimpatrio successivo.

Poi la svolta con il corso AIS e la scoperta dei bianchi. Quanti in Italia, e chi se l’immaginava? Oh, la Ribolla Gialla… e senti un po’ questo Fiano d’Avellino! Ma guarda che il Vermentino non è così male. E perchè, l’hai assaggiato il Frascati Superiore? Un mondo. Era davvero tutto un mondo che fino a quel momento avevo ignorato. Più bevevo e più mi entusiasmavo. E più mi veniva mal di testa, ma pensavo che i bianchi lo prevedessero tout court.

Poi l’impatto con i vini naturali. Di nuovo un altro mondo prima sconosciuto, con la definitiva presa di coscienza di essere davvero ignorante in materia enoica, malgrado il diploma AIS e tutte le bottiglie aperte in tanti anni. A questo punto lo shock nel rendermi conto che un mattino mi ero svegliata senza mal di testa: avevo assaggiato il primo Gavi della mia vita che non maledicevo il giorno successivo. Anche l’acidità, fino a quel momento tanto vituperata, mi stupiva con continue sorprese: ma quanto era piacevole quel pizzicorio lungo i lati della lingua che mi faceva venire la voglia di riassaggiare più e più volte una Garganega o un Verdicchio? “Magari me ne faccio anche un paio di bicchieri in più, perchè ho la sensazione che persista molto più a lungo in bocca e vorrei capirlo meglio…”. Ormai i rossi erano passati in secondo piano, non per disaffezione, quanto più per il bisogno di provare quel meraviglioso universo che fino a quel momento mi era stato ignoto. La leggerezza, la freschezza, nulla mi emozionava di più. Ma poteva finire così? Ovviamente no, perchè i macerati sulle bucce pensavano bene di introdurre tutt’altro tipo di panorama nel mio micro universo: “Oh santo cielo! E questo? Al naso mi aveva quasi spaventata, ma chi poteva pensare a una struttura simile?”. E via alla ricerca di bottiglie, di produttori, di territori.

Ora è qualche tempo che sto tornando alla mia passione d’origine. Dopo la lunga militanza nel bianco, scopro nelle bottiglie di rosso caratteristiche che mai avevo notato prima. E’ come se improvvisamente (ma forse nemmeno troppo) fossi in grado di leggere livelli ulteriori, che prima non riuscivo nemmeno a percepire. Trovo leggiadria, finezza e sfaccettture in vini che prima mi apparivano solo rossi e buoni. Aspetto il prossimo passaggio. Forse i distillati. O forse un altro ritorno ai bianchi. Se devo essere sincera, non sono divorata dalla preoccupazione: l’importante è che non mi passi la voglia di bere.


Natale a 5000

Prima pagina Bioecogeo

No, non stiamo andando in alta montagna. 5000 è il numero appena raggiunto di visualizzazioni del trailer di Senza Trucco. Pensavamo a uno slancio iniziale dovuto alla novità e poi ci aspettavamo una graduale diminuzione. E invece ogni giorno c’è sempre qualcuno in più che si collega alla nostra pagina youtube. La cosa divertente è che ogni tanto si concentrano visualizzazioni da paesi inimmaginabili: qualche tempo fa, per esempio, ci sono stati 50 contatti dal Giappone in un giorno solo, poi il Sud America e persino dalla Libia qualcuno ha visto il trailer. Le vendite continuano e, per quanto siamo ancora piuttosto distanti dal raggiungimento del pareggio, se va avanti così prima o poi rappresenteremo un esempio raro di produzione indipendente che non chiude in perdita… Certo, stiamo ancora aspettando di avere la fatidica risposta per una pubblicazione home video, ma sono convinta che in un lontano futuro riuscirete a trovare il dvd anche in qualche piccola libreria. Intanto stiamo cercando di organizzare una prima a Roma per l’inizio di febbraio. Insomma, le cose vanno piuttosto benino e volevamo farvi sapere che chiudiamo felici e soddisfatti l’anno!

Incollo qui di seguito alcuni dei commenti al film che ci sono arrivati in questi mesi e che ci hanno permesso di non perdere mai la fiducia, anche quando gli scogli da sormontare sembravano davvero alti:

“Ieri sera mi sono concessa una serata solo per me e mi sono guardata il tuo video. Mi ha toccato il cuore! Sono quattro grandi donne, con una carica umana esemplare, purtroppo cosi’ rara, pur nella loro diversita’. E tu sei stata molto brava a renderla. Deve essere stata un’esperienza, prima che lavorativa, di vita. Monica”

“Ho appena finito di vedere il vostro DVD. Coinvolgente come un film d’azione, emozionante e commovente. Fa davvero vibrare a chi ama davvero il vino. Queste cose fanno bene al vino. Gianfranco”

“Più lo guardo e più mi emoziona. Siete stati grandi davvero. Fabio”

“Vorrei  dirvi che è bellissimo e così ricco e denso di vita e bellezza da suscitare  pensieri, riflessioni, moti di sorpresa e di gioia che sembrano moltiplicarsi ad ogni nuova visione – perchè si guarda e si riguarda-. Le scelte di sceneggiatura e lo stile asciutto ed elegante del porgere la materia del racconto  mi sono molto piaciuti, insieme, al tratto discreto con cui ti sei avvicinata alle protagoniste. Tante altre cose vorrei dirti,  per ora ti ringrazio per questo bellissimo regalo. Anna”

Con questi interventi non vogliamo sembrarvi autocelebrativi, ma il nostro è  un modo per ringraziarvi del sostegno che non ci è mai mancato da quando, il 6 dicembre 2010, il blog è stato aperto. Buon Natale a tutti, soprattutto alle nostre quattro amiche, Dora, Nicoletta, Elisabetta e Arianna, che hanno trovato il modo di cambiarci la vita.


Slow Food e Cineteca di Bologna presentano Senza Trucco

Quando mi è arrivata la proposta di Slow Food di proiettare Senza Trucco a Bologna, in collaborazione con la Cineteca, mi è sembrato di fare un salto indietro nel passato, fino agli anni dell’università. Per noi studenti di Cinema a Torino, il Dams di Bologna rappresentava una specie di Eden irraggiungibile. I nostri docenti ci raccontavano di anni di lotta e cineforum, osterie e sogni che allora si potevano ancora realizzare. Noi partivamo per l’Emilia pronti a sottoporci a giornate di film muti e convegni pur di potere respirare un po’ di quella vecchia atmosfera. E spendevamo nottate a progettare “attorno ai tavoli pieni di vino” quello che avremmo fatto per migliorare il mondo del cinema.

Ora tornare a Bologna perchè Slow Food e la Cineteca, assieme, hanno deciso di proiettare il nostro documentario, ha il sapore di una difficile conquista: sul palco questa volta, assieme a Fabio Giavedoni, ci sarò io e forse quello che racconterò dopo il film sarà utile per tutti gli studenti che oggi, più di quindici anni fa, non sanno se il loro percorso di studi li porterà davvero a qualcosa. Dopo la proiezione e il dibattito ci sarà una degustazione dei vini delle protagoniste: Bologna per me sarà di nuovo cinema e vino, come una volta.

L’appuntamento è venerdì 9 dicembre, alle 22.15, SALA OFFICINEMA / MASTROIANNI – Via Azzo Gardino, 65 – BOLOGNA


Doppio appuntamento nordico per giovedi’ 1° dicembre

Stamattina ci siamo svegliati con l’arietta frizzante delle montagne trentine. Ve l’avevo detto che non saremmo restati fermi a lungo e, infatti ieri ci siamo rimessi in viaggio da Roma verso Nord, per seguire il nostro documentario sempre più itinerante. Ormai è diventata prassi che si accavallino gli appuntamenti e le proiezioni di domani, venerdì 1° dicembre, saranno praticamente contemporanee. Iniziamo dalla prima, a cui saremo presenti anche noi inisieme alla nostra protagonista locale, Elisabetta Foradori: Trento, Cinema Astra – Corso Buonarroti, 16 – alle ore 19. Dopo ci sarà una degustazione di prodotti tipici e dei vini di Elisabetta, il tutto nell’ambito del Festival Tutti nello stesso piatto (come sempre, in questi casi, incrociate le dita!).

 

 

Il secondo appuntamento è a Bergamo ed è inserito nella Rassegna (P)assaggi di Cinema, organizzata da Laboratorio 80 e Slow Food. La proiezione è prevista per le 20.30 all’Auditorium di Piazza Libertà: noi non saremo presenti, ma anche in questo caso è prevista una degustazione dopo la proiezione. Quando ci è arrivato il programma, ci siamo accorti che la foto sulla copertina (quella che vedete qui a fianco) l’ha fatta Marco il primissimo giorno di riprese di Senza Trucco, quando io e Tarek stavamo studiando un’inquadratura sotto la neve della casa di Dora.

Lo stesso giorno un Festival e una Rassegna e, poco tempo fa, un amico che mi aveva fatto un’intervista alla prima proiezione di giugno mi ha datto: “Ormai Senza Trucco è un caso nazionale…”. Ma sarà vero? Ogni tanto abbiamo l’impressione di essere finiti in una sceneggiatura parallela di Forrest Gump, in cui ci capitano tante cose belle, che ci sembrano spesso incredibili. Grazie a tutti voi, e sappiamo che siete davvero tanti, che avete fiducia nel nostro piccolo sogno.


Considerazioni su un weekend speciale

Foto di Alberto Rossi (Vino-Bio)

Tornati a Roma ieri sera. Distrutti ma felici. Venerdì a Rieti Senza Trucco è stato proiettato in occasione di un seminario organizzato per i delegati dei Circoli Arci provenienti da tutta Italia e riuniti in città per discutere di tematiche ambientali. Non ci era mai successo… sono partiti ben tre applausi durante i titoli di coda e la serata è continuata con la degustazione delle bottiglie delle nostre quattro protagoniste. Siccome non era un pubblico esperto di vino, abbiamo chiesto al centinaio di persone presenti di avvicinarsi al banco e di dirci il nome della produttrice che avevano preferito nel film. Morale della favola: tutti hanno assaggiato tutto e tornavano più volte per capire meglio e vini e avere ancora modo di chiacchierare del documentario. La cosa che ci ha colpiti di più è stato un gruppo di ragazzi sui vent’anni, pieni di vita e voglia di conoscere il vino, che sono rimasti a godersi le nostre storie (e noi le loro) fino a tarda notte.

La due giorni a Faenza per Enologica è stata un’altra esperienza da cui torniamo arricchiti. Sabato pomeriggio Alessandro Bocchetti di Scatti di Gusto ha introdotto prima la proizione di due espisodi di Senza Trucco e poi il dibattito con me e Marco moderato da Guido Tampieri, un politico sui generis,   Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole nel Governo Prodi, un uomo di immensa cultura letteraria che ha dato una lettura del nostro ducumentario approfondita e intelligente, a tratti sconosciuta anche a noi. E poi una serie di interventi, incontri con produttori eno e gastronomici dell’Emilia Romagna, chicchiere con amici ormai consolidati, in mezzo a una folla giovane, che assaggiava e discorreva di quanto di volta in volta aveva nel bicchiere o nel piatto. Vi propongo qui di seguito due brevi interviste, la prima a Giorgio Melandri, curatore per l’Emilia Romagna della Guida dei Vini del Gambero Rosso e organizzatore di Enologica, e la seconda a Federico Orsi, produttore di vini biodinamici, che ha sperimentato un sistema per distribuire il proprio vino sfuso al Mercato della Terra di Bologna (ogni sabato mattina), evitando così un inutile spreco di bottiglie di vetro.

Ora siamo fermi a Roma per una decina di giorni, poi si riparte: prima Trento e poi Bologna. Ma avrò modo di aggiornarvi!


ELIANA NEGRONI

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