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Senza Trucco ospite di Viva il vino

Un’altra importante serata “Senza Trucco”, questa volta a Frossasco, in provincia di Torino, ospiti dell’Associazione Culturale Viva il Vino. L’appuntamento è per mercoledì 2 aprile alle 20.45 al Museo del Gusto di Frossaasco, con la proiezione di un episodio del documentario e una degustazione guidata da me di sei vini naturaliAvrei voluto scrivere un post sull’evento, ma poi ho letto l’articolo sul sito di Viva il Vino e ho pensato che qualsiasi altra parola sarebbe stata di troppo. Incollo qui di seguito la presentazione alla serata sui vini naturali, molto lusingata e riconoscente per i termini entusiastici con cui viene accolta la mia presenza:

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Aspetto tutti gli amici della zona!


Senza Trucco materia di studio?

Qualche tempo fa ci ha contattati Massimiliano Coviello, uno studioso di cinema alle prese con la stesura di un testo dal titolo affascinante: Il cinema italiano racconta il vino. Le vigne e le tavole, la produzione e il consumo consapevole. Si tratta di un’opera complessa e approfondita, inserita nel progetto “Vino e Giovani” promosso  dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in collaborazione con l’Enoteca Italiana di Siena. Nel primo capitolo, Brindisi e tavole imbandite nel cinema italiano, vengono presi in considerazione alcuni  film di diverse epoche della nostra cinematografia, come Ladri di Biciclette, C’eravamo tanto amati, Il Casanova e Il Pranzo di Ferragosto. Il punto di vista, naturalmente, è quello del cinefilo e, infatti, ogni pellicola è analizzata sia in un’ottica più generale e contenutistica, sia in chiave più tecnica, con una vera e propria analisi filmica. Anche il secondo capitolo mantiene la stessa impostazione del precedente, ma questa volta i lavori presi in esame sono documentari, a partire da un precedente letterario probabilmente irraggiungibile, come Vino al vino. Viaggio alla ricerca dei vini genuini di Mario Soldati, fino ad arrivare naturalmente a Mondovino di Nossiter e a Senza Trucco. E’ la prima volta che il nostro documentario viene preso in considerazione in un libro che non parla di vino, ma di cinema, con una bella e attenta analisi della struttura e un approccio tecnico al nostro modo di raccontare il vino, le stagioni e le protagoniste. Per me e Marco, entrambi laureati in storia del cinema, vedere Senza Trucco inserito in uno studio universitario è una vera soddisfazione.

Qui di seguito trovate le due pagine con l’analisi filmica del nostro documentario; se invece volete leggere l’intero paragrafo che ci riguarda, oppure (cosa che consiglio caldamente) tutto il libro Il cinema italiano racconta il vino, potete scaricarlo qui oppure passando dal Blog Vino e Giovani.


Un fine settimana fitto di proiezioni

Non fa in tempo a finire questa lunga e calda estate che Senza Trucco è di nuovo sulla strada. Questo fine settimana gli eventi, pur lontani geograficamente, si accavallano e si concentrano fra le giornate di venerdì e sabato.

Iniziamo dal KINOOKUS FOOD FILM FESTIVAL di Ston (Dubrovnik, Croazia), dal 5 al 9 di settembre, dove siamo l’unico film italiano nel bel programma del Concorso Internazionale Documentari: http://www.kinookus.com.hr/english/filmovi.php Qui le proiezioni di Senza Trucco sono fissate per venerdì 7 alle 20.30 e sabato 8 alle 10.00 del mattino.

E se sabato inizia bene, sotto il sole della Croazia, non potrebbe finire meglio con addirittura due proiezioni praticamente alla stessa ora. A Romagnano Sesia alle 21.00 va in scena un ghiotto anticipo del prossimo CORTO & FIENO – FESTIVAL DI CINEMA RURALE cui parteciperemo quest’anno con Il Re del Mosto: http://www.cortoefieno.it/anteprima-corto-e-fieno-a-romagnano-sesia/29,%28News%29.html

Parecchi chilometri più a Sud, a Guardea in provincia di Terni, saremo invece ospiti di un evento collaterale del The Village DOC Festival di Milano. Alle 20,30 sempre di sabato 8, gli spettatori dello STAND ALONE AWARD potranno godersi la proiezione di Senza Trucco in una cornice assolutamente bucolica, circondati dagli alberi e seduti su balle di paglia. http://www.thevillagedocfestival.com/it/itinerari/guardea-itinerari.html


Voci e sentori – numero 1

A tavola, come nella musica, il tempo e le abitudini hanno codificato una serie di abbinamenti più o meno categorici. Ci sono vini e cantanti da tutto pasto, semplici da degustare, onesti, ma senza un carattere ben definito e altri che obbediscono diligentemente a una classificazione sempre valida, anche se ormai un po’ superata: rossi con la carne, bianchi con il pesce; ritmo e voci fresche per i viaggi in macchina, calore e melodia per una serata romantica. Poi ci sono gli outsider, come Mina e Sinatra, i Riesling renani o i Romanée-Conti, vini e voci trasversali che mettono d’accordo tutti e sopravvivono al tempo e alle mode. Pochi, però, hanno il coraggio e le qualità per avventurarsi senza remore lungo i sentieri più ardui, quelli neppure concepibili per molti altri: il fine pasto per i vini, i toni della sensualità da alcova per le cantanti.

Nel 2008, mentre Ornella Vanoni festeggiava i cinquant’anni di carriera, Malika Ayane pubblicava, poco più che ventenne, la sua prima hit di successo. Alta, longilinea e diafana una, scura e mediterranea l’altra eppure, ad ascoltare attentamente Valentina o Senza fine, appaiate a Come foglie o La prima cosa bella, colpiscono più le affinità che le differenze.

Il ritmo non è certo il loro punto di forza. E il segreto non sta neppure nell’interpretazione, sempre straordinaria, del tessuto melodico delle canzoni. Il vero fascino di queste voci è nella sonorità dolce e maliosa, che scioglie le parole fin nelle sillabe per restituircele nuove, inaspettate, mai sentite. Ornella e Malika sfidano con naturalezza le consonanti che le loro colleghe sfuggono, o affrontano con troppa disinvoltura. La “r”, per esempio, di cui smussano la naturale aggressività in un tubare di tortora. O la “n”, di solito tagliente di nasalità e nemica dei cantanti, che in queste due interpreti diventa invece il tagliando vincente di una scommessa impossibile. Nelle vocali, poi, non hanno il piglio delle urlatrici, che spalancano le “a” o le “e” in finale di strofa. La loro vocale è la “o”: un suono lungo di bocca che riverbera pigro fra lingua e palato, prima di varcare le labbra socchiuse portandosi dietro l’eco di un desiderio, come la nostalgia di un fiato caldo di gola.

Sono cantanti da fine pasto, da meditazione, proprio come quei vini ottenuti da uve stramature, colte quando i liquidi negli acini si sono ormai condensati in una polpa asciutta e dolcissima. Sia che i grappoli vengano fatti appassire sulle piante, sia che si asciughino al sole sui graticci, che vengano assaliti dalle muffe nobili o che si raccolgano in pieno inverno quando gli acini sono ghiacciati, il risultato è sempre lo stesso: concentrazione degli zuccheri e aumento della densità rendono il vino simile a un elisir, dove trovano spazio tutti i profumi tipici delle uve surmature, come mandorla, agrumi, albicocca, fichi e smalto. Ma se fosse soltanto una questione di zucchero e densità, un bicchiere basterebbe a soddisfare il palato e il secondo sarebbe già forse di troppo; invece nei migliori passiti la dolcezza e la consistenza poggiano su un’acidità elegante ed energica che garantisce equilibrio e longevità al vino, come capita con certi Sauternes, che hanno decenni sulle spalle e in bocca sono brillanti come ragazzini. La Vanoni ha ammaliato generazioni, con una sensualità che strizza l’occhio all’indecenza e Malika ha iniziato da poco a costruire le basi per uno stile che prenderà corpo negli anni. Ascoltarle è come assaggiare due versioni di Chateau d’Yqem, uno d’annata e uno imbottigliato da poco: tutti e due al primo sorso lasciano senza fiato, ma ci vuole la giusta attenzione per capirne le sottigliezze e apprezzarne l’evoluzione espressiva nel corso del tempo. Bisogna scegliere un bicchiere piccolo ma dalla bocca ampia, riempirlo fino a metà, accendere lo stereo e assaporare ogni sfumatura, del vino e della musica.



I’ve seen films – Festival di Rutger Hauer

Una bella sorpresa stamattina, in apertura di settimana. Senza Trucco è stato selezionato per l’International Film Festival I’ve seen films che si terrà a Milano fra il 10 e il 19 ottobre. I documentari ammessi alla competizione internazionale sono soltanto 4 e ci siamo anche noi! La cosa che mi fa più piacere è che questo è il festival organizzato da Rutger Hauer, uno dei miei miti fin da piccola… siccome sarà lui in persona a consegnare i premi, bisognerà incrociare tutte le dita a disposizione e sperare che abbia una grande passione per il vino, perchè io la mano gliela voglio stringere. Insomma, in questo luglio cominciato con 40 gradi sul terrazzo e la previsione di un’estate sonnacchiosa, ecco che il nostro documentario ci regala un’altra soddisfazione.

A questo punto vi rimando a domani, perchè abbiamo anche noi una sorpresa per voi e, vista la corrente positiva del momento, direi che è ora di interrompere il silenzio. A domani allora!


Di ritorno… con una nuova vittoria!

Foto di Marta Carotenuto

Ci siamo lasciati la settimana scorsa, quando eravamo in partenza per un tour di proiezioni di Senza Trucco in giro per il nord italia. Fra i diversi appuntamenti, come ricorderete, c’era anche la diciannovesima edizione del Festival di regia al femminile Sguardi Altrove, a Milano. E’ un festival internazionale e importante, diviso in tre sezioni e, udite udite, Senza Trucco ha vinto il primo premio della sezione documentari, dal titolo “Le donne raccontano”!

E’ il secondo primo premio per il nostro film (dopo il Festival Siciliambiente), ma l’emozione e l’imbarazzo sono sempre agli stessi livelli… Qui di seguito potete vedere il video girato sabato sera allo Spazio Oberdan durante la premiazione di Senza Trucco (le riprese sono state fatte dal blogger cartaigienica).

Ho dato la precedenza a questa importante notizia, di cui siamo davvero orgogliosi, ma nei prossimi giorni mi soffermerò anche sugli altri appuntamenti dell’inizio del Senza Trucco Tour!


Senza Trucco Tour

Il silenzio è stato d’obbligo. Molti di voi credo abbiano visto i video che ho girato assieme ad Andrea Gori, Chiara Giovoni e Leonardo Romanelli durante Benvenuto Brunello in quel di Montalcino (qui uno dei tanti video: http://www.youtube.com/watch?v=a85o8ziZyCQ). Una settimana di fuoco, che non mi ha lasciato spazio per dedicarmi a nient’altro. Oggi però posso riprendere i contatti con qualche bella notizia, perché sta per iniziare un periodo fitto di impegni e proiezioni, tanto che avevamo quasi deciso di farci fare l’adesivo con “Senza Trucco Tour 2012”, da attaccare sulle nostre vecchie auto. Ma noi non siamo ancora tipi da gadget, anche perché ogni centesimo va messo via per il prossimo progetto, di cui vi parleremo diffusamente fra un paio di settimane.

Allora, iniziamo con ordine per chiamare a raccolta tutti quelli che si troveranno nelle diverse zone interessate:

Il primo appuntamento è a Milano, martedì 6 marzo, alle ore 15.00, presso lo Spazio Oberdan, in via Vittorio Veneto, 2. Siamo in concorso al Festival Sguardi Altrove (http://www.sguardialtrove.it/).

Mercoledì 7 marzo ben due appuntamenti, entrambi in Piemonte. Prima di tutto saremo ospiti di un importante evento organizzato intorno a Senza Trucco dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo,  Banca del Vino e Slow Food, con proiezione alle 16, degustazione dei vini delle nostre protagoniste alle 18,30 e cena alle 20.30 al Ristorante dell’Agenzia.

Nel frattempo, a Torino, all’interno della rassegna Flores, Senza Trucco verrà proiettato al Cineteatro Baretti, in via Baretti 4, alle 21.15. 
Dopo la proiezione ci sarà la degustazione dei vini di una cara amica, che io considero a tutti gli effetti una delle protagoniste di Senza Trucco II (chissà, forse ce la faremo davvero un giorno!), Bruna Ferro di Carussin. Forse riusciranno a intervenire anche altre produttrici naturali, ma aspetto l’ufficialità per darvi la notizia.

Ma non è ancora finita, perché venerdì 9 marzo saremo a Bologna, per un’altra bellissima occasione. Alle 18.30 Senza Trucco verrà proiettato all’interno di Critical Book & Wine (via Casarini, 17/5), come ha fortemente voluto Natascia Artosi

Infine, l’ultimo appuntamento della settimana: sabato 10 marzo, alle 17,30, saremo a Cupramontana, dove il nostro amico Corrado Dottori ci ha invitati a proiettare Senza Trucco all’interno della manifestazione Agriculture, in piazza IV Novembre.

La bella sorpresa è che Nicoletta Bocca, la nostra instancabile protagonista, che non manca mai nelle occasioni più importanti, sarà presente a tre delle 5 proiezioni della settimana: Milano, Pollenzo e Bologna. Insomma, io Marco e Nicoletta ci siamo e voi sapete dove trovarci!


Un primo assaggio di Vini Naturali a Roma – Angiolino Maule

La prima giornata di Vini Naturali a Roma 2012 è stata davvero intensa e, se devo essere sincera, non sono riuscita a fare nemmeno la metà di quello che mi ero ripromessa. Anche perchè la maggior parte del tempo l’ho passata a salutare gli amici che non vedevo da un po’, poi c’erano le nostre protagoniste Dora e Patrizia e, infine, mi sono fatta tre delle quattro degustazioni previste nel corso del pomeriggio: Maule, Barraco e Simbiosa. Oggi spero di riuscire ad assaggiare anche un po’ di vini ai banchi, ma intanto vi do un’idea della manifestazione con il video della prima degustazione, quella guidata da Angiolino Maule, che ha portato due diverse versioni del Sassaia 2007, con e senza solforosa, e due declinazioni differenti del Pico 2009, il Faldeo e il Taibane, derivanti da due diverse vigne. Nel primo caso la volontà era quella di fare comprendere come la solforosa riesca a condizionare un vino, imbrigliandolo rispetto a quando questo viene vinificato senza alcuna aggiunta. E, nel secondo, Angiolino ha voluto dimostrarci come per lui sia fondamentale la territorialità, tanto che la stessa uva e lo stesso vino sono profondamente diversi se provengono da una zona rispetto che da un’altra.

Oggi in programma ci sono altre degustazioni: Pepe, Zidarich e la Castellada, I Dolomitici, Paolo Bea, I Clivi, Picariello e Dettori. Tutte tutte non ce la farò, ma mi auguro nei prossimi giorni di riuscire a mettere on line i video di almeno cinque di queste.


Vini Naturali a Roma, senza neve!

Questa volta nemmeno un fiocco di neve in vista…  allora siamo pronti per un weekend tutto all’insegna dei vini naturali! L’appuntamento è sempre all’Hotel Columbus e sempre negli stessi orari indicati per lo scorso weekend. Naturalmente tutti quelli che sperano di non incontrarmi hanno fatto male i conti, perchè credo che non verrò via dall’evento se non proprio a fine giornata… Ho in mente di assaggiare praticamente tutto e di gironzolare con la mia videocamera per fare video-degustazioni di tutti i vini che mi sembrano più interessanti, oltre ai video delle degustazioni tenute dagli stessi produttori.

Peccato che non siamo riusciti a ri-organizzare anche la proiezione di Senza Trucco per stasera… la buona notizia è che abbiamo già una nuova data fissata: venerdì 30 marzo, sempre al Piccolo Apollo. Speriamo di riuscire a coinvolgere anche in quel caso Jonathan Nossiter e Nicoletta Bocca.

E poi ci sono un altro paio di belle novità, ma avrò modo di parlarvene nelle prossime settimane, quando tutto sarà ufficializzato.

Allora pronti? Ci vediamo all’Hotel Columbus e, per chi non potrà esserci di persona, lunedì con i video delle degustazioni!


Dal rosso al bianco e ritorno

Sono torinese. Nonni paterni che arrivavano dalla campagna, astigiana l’uno, cuneese l’altra. Il primo sorso di vino l’ho dato a un anno e mezzo perchè mio papà, esasperato per le mie insistenze, sperava che il sapore forte mi facesse cambiare idea. E’ stato invece l’inizio di un amore, che la mia famiglia ha cercato di arginare prima, poi ha assecondato quando con la crescita è risultato evidente che il mio sorsino io me lo facevo comunque. Volevo solo rossi. Dolcetti, Grignolini, Barbere, Nebbioli. Negli anni novanta nei locali di Torino trovavi un paio di vini alla mescita, sempre piemontesi. Qua e là qualche bottigia di Arneis, ma avevo imparato che il mal di testa era una conditio sine qua non e così mi tenevo ben alla larga. Oddio, non che i rossi fossero migliori, visto che ogni tanto mi viene ancora in mente quel sapore aspro e vinoso che abbandonava il palato in pochi secondi, lasciandomi una gran voglia di un San Simone (amaro tipico della capitale sabauda, dove non si chiede genericamente un amaro, ma “Un San Simooone!”) per fifarmi un po’ la bocca.

A vent’anni finalmente un primo corso di degustazione. Non che sia diventata un’esperta, però i miei amici ne erano convinti e così da quel momento è toccato a me scegliere le bottiglie quando si andava a cena fuori. In realtà un’evoluzione c’era stata, perchè avevo capito che i vini migliori erano i rossi passati in barrique: il millennio non era ancora finito e la vaniglia passava i suoi momenti migliori. E vai con una serie interminabile di Barbere e Dolcetti (questo ci concedevano le finanze) che venivano masticati quasi quanto le bistcche che ordinavamo assieme. E loro continuavano a fidarsi, anche perchè, come tutt’ora, non capivano niente di vino e gli potevi propinare qualsiasi cosa. Insomma, il mio ego aumentava e, spinta dal coraggio, iniziavo anche a uscire dalla regione per assaggiare bottiglie toscane e siciliane, apprezzando sempre più alcol e corpo e considerando ormai con sufficienza il Grignolino e il Dolcetto sfusi che avevo bevuto per anni a casa. Di punto in bianco la freschezza era diventata la mia peggiore nemica e mi facevo coccolare dalla melliflua rotondità delle poche aziende che riuscivano a imporsi sul mercato comune.

Una volta arrivata a Roma ho dovuto rivedere tutto il mio bagaglio, perchè qui vini piemontesi non è che se ne trovassero tanti. Ogni tanto compravo un Chianti, un Nero d’Avola, un Cesanese, ma diventavo improvvisamente campanilista e mi mancavano le mie belle bottiglie langarole e monferrine. Così tornavo da ogni spedizione a Torino con scorte che mi bastavano appena appena fino al rimpatrio successivo.

Poi la svolta con il corso AIS e la scoperta dei bianchi. Quanti in Italia, e chi se l’immaginava? Oh, la Ribolla Gialla… e senti un po’ questo Fiano d’Avellino! Ma guarda che il Vermentino non è così male. E perchè, l’hai assaggiato il Frascati Superiore? Un mondo. Era davvero tutto un mondo che fino a quel momento avevo ignorato. Più bevevo e più mi entusiasmavo. E più mi veniva mal di testa, ma pensavo che i bianchi lo prevedessero tout court.

Poi l’impatto con i vini naturali. Di nuovo un altro mondo prima sconosciuto, con la definitiva presa di coscienza di essere davvero ignorante in materia enoica, malgrado il diploma AIS e tutte le bottiglie aperte in tanti anni. A questo punto lo shock nel rendermi conto che un mattino mi ero svegliata senza mal di testa: avevo assaggiato il primo Gavi della mia vita che non maledicevo il giorno successivo. Anche l’acidità, fino a quel momento tanto vituperata, mi stupiva con continue sorprese: ma quanto era piacevole quel pizzicorio lungo i lati della lingua che mi faceva venire la voglia di riassaggiare più e più volte una Garganega o un Verdicchio? “Magari me ne faccio anche un paio di bicchieri in più, perchè ho la sensazione che persista molto più a lungo in bocca e vorrei capirlo meglio…”. Ormai i rossi erano passati in secondo piano, non per disaffezione, quanto più per il bisogno di provare quel meraviglioso universo che fino a quel momento mi era stato ignoto. La leggerezza, la freschezza, nulla mi emozionava di più. Ma poteva finire così? Ovviamente no, perchè i macerati sulle bucce pensavano bene di introdurre tutt’altro tipo di panorama nel mio micro universo: “Oh santo cielo! E questo? Al naso mi aveva quasi spaventata, ma chi poteva pensare a una struttura simile?”. E via alla ricerca di bottiglie, di produttori, di territori.

Ora è qualche tempo che sto tornando alla mia passione d’origine. Dopo la lunga militanza nel bianco, scopro nelle bottiglie di rosso caratteristiche che mai avevo notato prima. E’ come se improvvisamente (ma forse nemmeno troppo) fossi in grado di leggere livelli ulteriori, che prima non riuscivo nemmeno a percepire. Trovo leggiadria, finezza e sfaccettture in vini che prima mi apparivano solo rossi e buoni. Aspetto il prossimo passaggio. Forse i distillati. O forse un altro ritorno ai bianchi. Se devo essere sincera, non sono divorata dalla preoccupazione: l’importante è che non mi passi la voglia di bere.


ELIANA NEGRONI

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