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Senza Trucco ospite di Viva il vino

Un’altra importante serata “Senza Trucco”, questa volta a Frossasco, in provincia di Torino, ospiti dell’Associazione Culturale Viva il Vino. L’appuntamento è per mercoledì 2 aprile alle 20.45 al Museo del Gusto di Frossaasco, con la proiezione di un episodio del documentario e una degustazione guidata da me di sei vini naturaliAvrei voluto scrivere un post sull’evento, ma poi ho letto l’articolo sul sito di Viva il Vino e ho pensato che qualsiasi altra parola sarebbe stata di troppo. Incollo qui di seguito la presentazione alla serata sui vini naturali, molto lusingata e riconoscente per i termini entusiastici con cui viene accolta la mia presenza:

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Aspetto tutti gli amici della zona!


Una bella serata al Bordò

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L’Enoteca Bordò pronta per la degustazione

La prima degustazione ufficiale dei Vini Senza Trucco, ieri sera all’Enoteca Bordò di Torino, è stata davvero un successone. Ho proposto, alla cieca, 4 batterie da 4 vini ciascuna (bollicine, bianchi fermi, rosati e rossi giovani e rossi strutturati), cercando di infilare, fra le bottiglie, delle chicche che sapevo di difficile individuazione. Siccome in questi mesi mi sono resa conto che a Torino si consumano soprattutto vini piemontesi, ho deciso di inserire una sola etichetta regionale, trascurando un po’ gli amici produttori come Carussin, Castello Conti, Remo Hohler, Molinetto Carrea e Coutandin, che qui tutti conoscono, per sondare realtà diverse e magari aprire altre strade. Il risultato è stato una grande sorpresa di tutti di fronte a bottiglie che non conoscevano e a piccole cantine che finora in città si sono viste poco. Come vedrete, le batterie erano davvero originali, e diversi ospiti si sono divertiti non poco a indovinare vitigni e provenienza dei vini proposti. Tanto più che ho cercato di dare fin dall’inizio un’impronta poco ortodossa alla degustazione, per passare una serata divertente e diversa dal solito.

Ecco l’elenco dei vini assaggiati:

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I tappi “pokeristici” dello Champagne Reliance Brut Nature di Franck Pascal

BOLLICINE:

1 – Prosecco “Col Fondo” 2012 – Ca’ dei Zago

2 – Pignoletto Frizzante “Sui Lieviti” 2012 – Vigneto San Vito

3 – Metodo Classico Pinot Nero Rosé DOCG “PBQ Cruasé” – Piccolo Bacco dei Quaroni

4 – Champagne Brut Nature “Réliance” – Franck Pascal

BIANCHI:

5 – Riesling Andlau 2011 – Marc Kreydenweiss (Alsazia)

6 – Quinto Quarto Pinot Grigio – Franco Terpin

7 – Terre Siciliane Zibibbo IGT 2012 – Nino Barraco

8 – Malvasia IGT Venezia Giulia 2011 – Zidarich

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Michele Isola del Bordò, Andrea Vannelli (Gatto Nero) e Davide Panzieri (Guida Slow Wine)

ROSATI E ROSSI GIOVANI:

9 – Cerasuolo d’Abruzzo 2012 “Le Cince” – De Fermo

10 – Lambrusco Emilia IGT Frizzante 2011 “Fontana dei Boschi” – Vittorio Graziano

11 – Rossese DOC Riviera Ligure di Ponente 2012- Le Rocche del Gatto

12 – Campania Aglianico IGP 2010 “Le Fole” – Cantina Giardino

ROSSI STRUTTURATI:

13 – Chianti Classico DOCG 2010 “Le Trame” – Podere Le Boncie

14- Barbaresco DOCG 2009 “Montestefano” – Rivella

Il team di sommelier del Ristorante Duomo di Alba

Il team di sommelier di Piazza Duomo ad Alba

15 – Ripasso Valpolicella Cl. Superiore 2009 “Saustò” – Monte dall’Ora

16 – Etna Rosso DOC 2008 ValCerasa  – Az. Ag. Bonaccorsi

Subito dopo la degustazione la cena, con tre portate preparate dalla chef Francesca Bordonaro:

Risotto con verdure e salsiccia di Cinta Senese – in abbinamento la Malvasia Emilia Igt frizzante “Despina” di Quarticello

Simmenthal del Bordò (un vero spettacolo!) – in abbinamento il Rossese di Rocche del Gatto

Cremino di Nocciole – con la Malvasia delle Lipari passita di Punta dell’Ufala (Paola Lantieri)

E’ stata davvero una bella serata e non posso fare altro che ringraziare ancora per l’ospitalità e l’aiuto tutti i ragazzi del Bordò: Chiara e Francesca Bordonaro, Michele Isola e Lorenzo De Laugier.

Prossimo appuntamento il 2 aprile a Frossasco, con i Vini Senza Trucco ospiti di Viva il Vino.


Ritorno

IMG_1012Lo so che molti di voi faranno un salto sulla sedia appena avranno la notifica di un mio post dopo quasi un anno… Mettiamola così: mi sono presa una lunga pausa sabbatica per dedicarmi completamente al nostro piccolo Teo, al cambiamento di città (da Roma a Torino) e all’apertura di una distribuzione di vini naturali, che si chiama proprio come il documentario, Vini Senza Trucco. Prima o poi vi racconterò delle cantine che ho scelto e del perchè proprio Torino. Intanto posso dirvi che piano piano stiamo tornando al lavoro e anche Senza Trucco si è rimesso a circolare per festival (soprattutto all’estero) e proiezioni varie. Vi segnalo in particolare quella di stasera a Pero, in provincia di Milano, dove sarò presente e guiderò una piccola degustazione successiva al film. I vini che assaggeremo sono Il Pinot Nero Charmat e la Bonarda Vivace di Piccolo Bacco dei Quaroni, Il Gavi Docg di Molinetto Carrea e il Nebbiolo delle Colline Novaresi delle Cantine del Castello Conti. Se qualcuno di voi fosse da quelle parti, sappia che mi farebbe davvero piacere ritrovare un po’ di amici dopo un’assenza così lunga!

A presto e bentrovati!


Il Re del Mosto e Senza Trucco insieme a Roma

proiezione al KinoVenerdì 8 febbraio, la sera prima di Vignaioli Naturali a Roma, ci sarà la doppia proiezione dei nostri documentari – Il Re del Mosto e Senza Trucco, al Kino, in zona Pigneto.

Fra le due proiezioni ci sarà la degustazione dei prodotti di quattro aziende che saranno presenti anche alla manifestazione di Tiziana Gallo: Carussin (Piemonte), Podere Pradarolo (Emilia Romagna), La Visciola (Lazio) e Praesidium (Abruzzo). Le proiezioni saranno nella sala inferiore, mentre la degustazione avrà luogo nel Bistrot, al piano di sopra, e andrà quindi avanti finché ci saranno bottiglie da stappare!

In sala ci saremo io, Marco e Jonathan Nossiter, che ormai non manca mai ai nostri appuntamenti romani!

Ecco il programma della serata:

20.15   proiezione de Il Re del Mosto

21.15   inizio degustazione

22.30   proiezione di Senza Trucco

Naturalmente ci auguriamo che i nostri amici della Capitale vengano a trovarci e che avremo occasione di vedere assieme i due documentari, assaggiare i prodotti delle aziende presenti e parlare un po’ serenamente di vini naturali fra persone che li amano, visto che ultimamente sembra che il partito dei detrattori sia più accanito che mai…

Vi aspettiamo!


Cogliere l’anima di un film

Antonello Maietta, Marco Rezzano e io.

La serata dedicata a Senza Trucco organizzata dall’AIS di La Spezia il 25 settembre è stata davvero indimenticabile. Prima di tutto perchè il documentario è stato proiettato al Cinema Nuovo, storica sala d’essai della città, con incredibile qualità audio e video, che ha reso onore al nostro lavoro. Poi perchè c’erano ben sette vini delle nostre protagoniste in degustazione, i bianchi come aperitivo prima del film e i rossi dopo la visione. Infine perchè Marco Rezzano, Fabrizio Scarpato e tutta l’AIS di La Spezia hanno dato vita a un’organizzazione curata fino nel dettaglio, tanto che in sala era presente anche Antonello Maietta, presidente nazionale dell’AIS, persona poco convenzionale e molto “senza trucco”. E’ da una settimana che vorrei scrivere un resoconto della bellissima serata, ma gli impegni e la stanchezza (il peso…) di questo periodo mi hanno sempre distolta. Poi ieri ho letto sul blog di Luciano Pignataro uno dei più bei post mai dedicati a Senza Trucco, a firma Fabrizio Scarpato, e ho deciso di lasciare a lui la testimonianza dell’evento spezino. Vi ripropongo integralmente l’articolo, perchè vale davvero la pena di essere letto:

Senza Trucco, il film. Le parole, le immagini, i vini

4 ottobre 2012

di Fabrizio Scarpato

Ci deve essere qualcosa. Nel cuore. L’aria, l’acqua, la terra, il fuoco. Le stelle a volte raccontano persone. Anche i vini lo fanno. Per sillogismo le stelle potrebbero parlarci di vino.

Come del Rosso e del Bianco sulla SP68, la strada che attraversa la sabbia, ridisegnando la roccia. Ed è fuoco intenso, ora tizzoni ardenti, del rosso delle ciliegie più nere, ora rami di cedro affumigato. Lapilli scoppiettanti, disordinati ed esuberanti, salati del sale più antico. Antichi sono gli occhi neri di fuoco di Arianna, antiche le sue grida, la sua fiera timidezza. Sempre nuovi i suoi sogni, che viaggiano lontano, sui camion, laggiù, fino agli antipodi.

Ci sono le montagne che si staccano dritte nel cielo, c’è l’aria tersa, bianca dei vestiti di Elisabetta. Sono gesti d’amore, sono parole che volano tra i filari, sospese e sicure, controllate, eppure di una passione verticale, come la pietra del Manzoni di Fontanasanta, o frementi, come i tannini del Teroldego, ruvidi, introversi e schietti, ma capaci di un fascino che va al di là del tempo: riferimento familiare, da cui spiccare il volo. C’è la forza delle idee, c’è la forza delle braccia, c’è il battito del cuore al soffio vitale e mammifero del mosto nell’anfora, c’è il vuoto sbigottito dell’anima alla fine della strada.

Ci sono gli occhi azzurri di Nicoletta che sono acqua limpida di fonte termale, calda e confortevole. Acqua che scorre tra le persone, veicolo di conoscenza, di rispetto, necessario supporto all’esperienza che costruisce il saper fare. Il peso delle parole e l’affiorare dei ricordi, ai quali abbandonarsi, come ai tannini setosi del Dogliani di San Fereolo, cupo e impenetrabile, eppure capace di riempire il cuore, con la stessa morbidezza, ampia e aromatica, del bianco Coste di Riavolo. C’è una donna che scoppia a ridere stupita e felice nel riconoscere il suo vino nel bicchiere, i capelli sciolti sulle spalle, appoggiata, lassa, al legno di una botte.

Senza Trucco, il film

La terra scrocchia sotto i passi di Dora, i rami schioccano di sforbiciate ghiaccie, il trattore romba, il fucile tuona, la lama sventra, il sangue cola. A terra: Sanguineto. Granato, come il Nobile che non è per uomini duri, che della durezza sfrontata non sappiamo che farcene, ma caldo e avvolgente, persino elegante, di quelle voci jazz nere e vellutate, che poi sono fiori, sono rose, rosse di sensualità. Lo sguardo si fa fessura, forse timido, eppure terra fertile per teneri moti d’affetto.

Ci sono i rumori, persino i clangori. Ci sono i silenzi: della natura, degli animali, degli occhi di donne che tra le rare parole inseguono i loro pensieri, i loro sogni. Ci sono abbracci materni, istinto protettivo per un vino che è tuo, che nasce e cresce con te. Finché non andrà per conto suo, perché deve andare. E il tempo si allunga, resta sospeso come uno sguardo che vola lontano, attraversato dall’aria, dalla terra, dall’acqua e dal fuoco. Sentinelle con la mano di taglio sulla fronte a scrutare l’orizzonte, cappelli e capelli nel vento, testimoni di una resistenza delle idee, degli azzardi, della sapienza. Della libertà.

Ci deve essere qualcosa, nel cuore, per potare impietosi le vigne d’inverno, per portare acqua alla terra che ha sete, per riannodare i capelli ai tralci di vite, per scricchiolare i rami e fissar le fascìne, salde, tra le gambe. Perché io non ne sarei capace. E forse darei il mio ultimo centesimo per saperlo fare. Credo, alla fine, sia fiducia nel futuro. Senza Trucco è un abbraccio che dà coraggio, una carezza prima di addormentarsi.

E poi c’è Giulia, che il futuro lo porta con sé, e ha voluto regalarcene una piccola, grande ed emozionante scintilla.

Personaggi e vini in ordine di apparizione e degustazione:

Arianna Occhipinti:   Sicilia Igt SP68 Bianco 2011 / Sicilia Igt SP68 Nero d’Avola e Frappato 2011

Elisabetta Foradori:   Vigneti Dolomiti Igt Fontanasanta Manzoni Bianco 2011 / Vigneti Dolomiti Igt Foradori Teroldego 2009

Nicoletta Bocca:   Langhe Bianco doc Coste di Riavolo 2007 / Dogliani Docg San Fereolo 2006

Dora Forsoni:   Nobile di Montepulciano Docg 2009, Poderi Sanguineto


Pronta a ripartire!

Probabilmente per l’ultima volta, poi sarà il caso che mi fermi per qualche mese… a meno che non si vinca un altro festival e allora sarà difficile tenermi ferma!

E’ prevista per oggi, martedì 25 settembre alle 20.30, al Cinema Nuovo di La Spezia una serata tutta dedicata a Senza Trucco, con aperitivo di apertura, proiezione e dibattito con assaggio dei vini di tutte e quattro le protagoniste. A organizzare l’evento è stata l’AIS della provincia ligure,  che ci ha tenuto parecchio a fare le cose per bene, mettendo in piedi forse la più completa degustazione legata al nostro documentario da quando ha iniziato a circolare (qui i vini della serata).

Dalla Liguria al Piemonte e, in particolare, nella mia Torino, dove venerdì sera ci sarà un bell’evento tutto “al naturale”: Senza Trucco verrà infatti proiettato alle 20.30 al Qubì di via Parma 75, in occasione di una serata dedicata a “Le donne del vino e le donne del cibo – quando il cibo naturale incontra il vino vero!”. Dopo la proiezione e insieme ai vini delle nostre quattro verranno presentati piatti preparati da Gaia, il primo catering sostenibile di Torino, che ha come filosofia la diffusione di cibo buono che, al tempo stesso permetta di rispettare l’ambiente. Filiera corta, prodotti biologici e vini naturali: tutti gli ingredienti che servono per una serata senza trucco!

Spero di incontrare qualcuno di voi nel corso del mio attraversamento del Nord-Ovest… per tutti gli altri appuntamento alla settimana prossima!

 


Voci e sentori – numero 1

A tavola, come nella musica, il tempo e le abitudini hanno codificato una serie di abbinamenti più o meno categorici. Ci sono vini e cantanti da tutto pasto, semplici da degustare, onesti, ma senza un carattere ben definito e altri che obbediscono diligentemente a una classificazione sempre valida, anche se ormai un po’ superata: rossi con la carne, bianchi con il pesce; ritmo e voci fresche per i viaggi in macchina, calore e melodia per una serata romantica. Poi ci sono gli outsider, come Mina e Sinatra, i Riesling renani o i Romanée-Conti, vini e voci trasversali che mettono d’accordo tutti e sopravvivono al tempo e alle mode. Pochi, però, hanno il coraggio e le qualità per avventurarsi senza remore lungo i sentieri più ardui, quelli neppure concepibili per molti altri: il fine pasto per i vini, i toni della sensualità da alcova per le cantanti.

Nel 2008, mentre Ornella Vanoni festeggiava i cinquant’anni di carriera, Malika Ayane pubblicava, poco più che ventenne, la sua prima hit di successo. Alta, longilinea e diafana una, scura e mediterranea l’altra eppure, ad ascoltare attentamente Valentina o Senza fine, appaiate a Come foglie o La prima cosa bella, colpiscono più le affinità che le differenze.

Il ritmo non è certo il loro punto di forza. E il segreto non sta neppure nell’interpretazione, sempre straordinaria, del tessuto melodico delle canzoni. Il vero fascino di queste voci è nella sonorità dolce e maliosa, che scioglie le parole fin nelle sillabe per restituircele nuove, inaspettate, mai sentite. Ornella e Malika sfidano con naturalezza le consonanti che le loro colleghe sfuggono, o affrontano con troppa disinvoltura. La “r”, per esempio, di cui smussano la naturale aggressività in un tubare di tortora. O la “n”, di solito tagliente di nasalità e nemica dei cantanti, che in queste due interpreti diventa invece il tagliando vincente di una scommessa impossibile. Nelle vocali, poi, non hanno il piglio delle urlatrici, che spalancano le “a” o le “e” in finale di strofa. La loro vocale è la “o”: un suono lungo di bocca che riverbera pigro fra lingua e palato, prima di varcare le labbra socchiuse portandosi dietro l’eco di un desiderio, come la nostalgia di un fiato caldo di gola.

Sono cantanti da fine pasto, da meditazione, proprio come quei vini ottenuti da uve stramature, colte quando i liquidi negli acini si sono ormai condensati in una polpa asciutta e dolcissima. Sia che i grappoli vengano fatti appassire sulle piante, sia che si asciughino al sole sui graticci, che vengano assaliti dalle muffe nobili o che si raccolgano in pieno inverno quando gli acini sono ghiacciati, il risultato è sempre lo stesso: concentrazione degli zuccheri e aumento della densità rendono il vino simile a un elisir, dove trovano spazio tutti i profumi tipici delle uve surmature, come mandorla, agrumi, albicocca, fichi e smalto. Ma se fosse soltanto una questione di zucchero e densità, un bicchiere basterebbe a soddisfare il palato e il secondo sarebbe già forse di troppo; invece nei migliori passiti la dolcezza e la consistenza poggiano su un’acidità elegante ed energica che garantisce equilibrio e longevità al vino, come capita con certi Sauternes, che hanno decenni sulle spalle e in bocca sono brillanti come ragazzini. La Vanoni ha ammaliato generazioni, con una sensualità che strizza l’occhio all’indecenza e Malika ha iniziato da poco a costruire le basi per uno stile che prenderà corpo negli anni. Ascoltarle è come assaggiare due versioni di Chateau d’Yqem, uno d’annata e uno imbottigliato da poco: tutti e due al primo sorso lasciano senza fiato, ma ci vuole la giusta attenzione per capirne le sottigliezze e apprezzarne l’evoluzione espressiva nel corso del tempo. Bisogna scegliere un bicchiere piccolo ma dalla bocca ampia, riempirlo fino a metà, accendere lo stereo e assaporare ogni sfumatura, del vino e della musica.



ELIANA NEGRONI

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