Archivi tag: Angiolino Maule

Le Degustazioni di Vini Naturali a Roma

Quest’anno la manifestazione organizzata da Tiziana Gallo, nel weekend dell’11 e del 12 febbraio, non avrà soltanto i banchi d’assaggio, con circa settanta aziende, ma potrà vantare una serie di degustazioni guidate dagli stessi produttori, che presenteranno annate diverse da quelle che tutti possono assaggiare in sala. La scansione sarà di una all’ora, per un totale di 13 incontri in due giorni, con la promessa, per le prossime edizioni, di coinvolgere anche le aziende che quest’anno non hanno trovato spazio, per motivi logistici. Ho letto i titoli delle diverse degustazioni e ho chiesto a Tiziana di raccontarmi esattamente che cosa si andrà ad assaggiare, anche perchè dovrò pure selezionare…mica posso farmele tutte!

SABATO 11 FEBBRAIO

h. 14,30 La solforosa e i vini di Angiolino Maule: verranno aperte, per alcune annate più vecchie, due bottiglie di Pico, una realizzata con l’aggiunta di anidride solforosa e l’altra no, in modo da capire la diversa evoluzione del vino in differenti condizioni di vinificazione.

h. 15,30 Montepulciano d’Abruzzo e Cerasuolo due diverse declinazioni dello stesso vitigno nell’interpretazione dell’azienda PRAESIDIUM: Ottaviano Pasquale farà assaggiare annate più vecchie sia del Montepulciano che del Cerasuolo, mettendo in luce la duttilità di un vitigno che riesce a dare origine a due vini caratteristici e diversamente delineati.

h. 16,30 NINO BARRACO …e i suoi vini del mare: in questo caso Tiziana non ha saputo dirmi molto di più del titolo. Nino ha preferito lasciare a chi parteciperà alla degustazione il privilegio di scoprire quali “vini del mare” ci farà assaggiare. Tenderei a escludere il Nero d’Avola e concentrarmi sui bianchi, ma poi mi vengono in mente i sentori di ostrica e iodio del Pignatello. Lo ammetto: sono curiosa.

h. 17,30 SALVO FOTI presenta il CONSORZIO DEI VIGNERI: Questa degustazione è in controtendenza rispetto alle altre. Salvo Foti infatti non porterà annate vecchie, ma presenterà le anteprime di alcune aziende che fanno parte del Consorzio dei Vigneri.

h. 18,30 COTAR, KLINEC, MLECNIK E TERPIN presentano SIMBIOSA: i quattro produttori fra Italia e Slovenia parlano del loro consorzio, Simbiosa, e portano ciascuno un vino di un’annata vecchia, non presente al banco d’assaggio.

h. 19,30 La fermentazione naturale in bottiglia e il tempo: CAMILLO DONATI, CASA COSTE PIANE, CA’ DEI NOCI. Le tre aziende portano, ciascuna, un’annata vecchia di un vino fermentato in bottiglia. Possiamo fare qualche scommessa… Sur Lie Casa Coste Piane, Lambrusco Camillo Donati. E Ca’ dei Noci? Sottobosco o Querciole? Anche in questo caso sono parecchio curiosa…

DOMENICA 12 FEBBRAIO

h. 12,10 Verticale di Montepulciano di EMIDIO PEPE: Non credo ci sia molto da dire. Teniamoci le parole per la descrizione durante gli assaggi. E fantastichiamo su quali annate ci porteranno.

h. 13,10 I territori di confine: Collio e Carso nei vini di LA CASTELLADA e BENJAMINO ZIDARICH. Un’altra degustazione che temo proprio non potrò perdere. Pare, dico pare, che Beniamino porterà due bottiglie di qualche anno di Vitovska e Terrano, mentre della Castellada assaggeremo Collio e Tocai.

h. 14,10 11 Produttori uniti dall’amicizia,dalla solidarietà e da una visione comune… I DOLOMITICI: qualsiasi cosa io dica di questa degustazione, sono sicuramente di parte, perchè fra i Dolomitici (Liberi Viticoltori Trentini) c’è anche Elisabetta Foradori. Sono 11 viticoltori, uniti “dall’amicizia, dalla solidarietà e da una visione comune” che presentano alcuni campioni dei loro vini non ancora in commercio.

h. 15,10 Il tannino da uve mature nel sagrantino di PAOLO BEA: alcuni assaggi per dimostrare che, quando i vini da Sagrantino, anche se giovani, sono realizzati con uve mature, subiscono meno l’aggressività dei tannini.

h. 16,10 Differenze territoriali tra Colli Orientali del Friuli e Collio nell’espressione di un unico produttore: I CLIVI. L’azienda I Clivi ha la fortuna di avere le vigne sia nel Collio che sui Colli Orientali del Friuli e noi, a nostra volta, avremo la fortuna di paragonare, in questa degustazione, le stesse annate di Tocai realizzate nelle due zone (Brazzon nel Collio e Galea nel COF).

h. 17,10 CIRO PICARIELLO: Verticale di Fiano d’Avellino: di nuovo c’è poco da dire. Chissà quali annate ci regalerà Ciro? Sarà interessante capire come invecchia il suo Fiano, anche se, purtroppo, io non riesco a conservarne mai una bottiglia per più di una settimana in cantina. Quando so di averla, devo aprilra.

h. 18,10 Cannonau vitigno sardo? TENUTE DETTORI: Alessandro Dettori ci porta ad assaggiare tre diversi tipi di Cannonau. Vista l’importanza della territorialità nei suoi vini, direi che la risposta al titolo non sarà difficile da dare…

Niente da fare. Non riesco a risolvermi. Probabilmente dovrò sottopormi al terribile sacrrificio e affrontare tutte e 13 le degustazioni. Lo so, è una vita difficile!

Per info sulle degustazioni: http://www.vininaturaliaroma.com/degustazioni.html


Pico e la memoria (del territorio)

Un altro incontro all’Enoteca Trucchi di via Cavour a Roma, sempre con la proprietaria Stefania, la sommelier Miriam Bruera e la sottoscritta. Non abbiamo scelto il vino di una donna, questa volta, ma ci siamo affidate a uno dei produttori più rappresentativi del panorama naturale, Angiolino Maule. Stefania teneva da tempo in fresco una bottiglia di Pico proprio per condividerla con degli amici, come si conviene quando si stappa qualcosa a cui si tiene molto. Non aggiungo altro: qui il video della degustazione, dove spesso corriamo il rischio di sembrare troppo di parte con questa Garganega in purezza. Eppure non è così. Quella era davvero una bottiglia nata fortunata e finita, altrettanto fortunatamente, nei nostri bicchieri.


Vino a emissione zero – prima parte

Essere invitata a un convegno che ha come tema: “Biologico, Biodinamico, Naturale, Ecologico. Analisi e prospettive della comunicazione” come regista di Senza Trucco mi ha fatto capire che forse il nostro documentario inizia a non essere più tanto piccolo. La cornice mercoledì scorso era suggestiva, la Sala delle Feste della Contrada di Gracciano a Montepulciano, e i partecipanti alla tavola rotonda voci autorevoli sia della produzione che della comunicazione enologica. Michele Manelli di Salcheto,  Azienda produttrice di Montepulciano Carbon Free, è riuscito ad aprire la tre giorni del Seminario Estivo 2011 della Fondazione Symbola con un incontro davvero interessante, dove si è discusso soprattutto di come comunicare al meglio l’esistenza dei vini naturali e fare capire a un pubblico non addetto ai lavori perchè dovrebbe comprare una bottiglia da produzione biologica o biodinamica invece che la solita etichetta convenzionale. I punti di vista erano svariati e rappresentavano diverse realtà, così ho pensato di riprendere il più possibile con la mia piccola handycam per potervi riproporre sul blog le fasi salienti della serata. Per non dover selezionare troppo per questioni di spazio, vi proporrò nei prossimi giorni i vari interventi quasi per intero, partendo dall’introduzione di Michele Manelli e dal discorso di Domenico Andreis, coordinatore Salcheto Carbon Free.


Vini Naturali a Roma 2011

Io forse sono di parte, però Vini Naturali a Roma mi entusiasma ogni anno di più. Sarà perchè ormai questo mondo è una sorta di grande famiglia e, girando fra i banchi dei produttori, ho davvero l’imperssione di trovarmi fra un sacco di amici. Ma credo che dipenda soprattutto dal fatto che i vini assaggiati si dimostrano sempre di grande qualità e che ormai le imperfezioni artigianali, a cui si additava con biasimo snob in passato, siano un lontano ricordo. Nei due giorni che ho trascorso all’Hotel Columbus sono riuscita a degustare parecchio, scoprendo aziende che non conoscevo ancora e confermando la mia opinione su produttori che invece fanno parte da tempo della mia cantina personale (che peraltro si svuota a una velocità spaventosa…). E’ stato davvero interessante il giro in Sud Italia, con una menzione particolare per il Fiano d’Avellino di Ciro Picariello, sempre inarrivabile, il Faro Bonavita 2006, l’Etna Rosso Quota 600 di Graci e il Catarratto di Nino Barraco, che ogni volta mi sembra più magnetico. Questa volta mi sono soffermata un po’ più a lungo sui vini laziali de La Visciola, che mi sono resa conto di non avere mai considerato abbastanza, e di Le Coste, con un Aleatico che non smette di stupirmi. Più a nord, ho riassaggiato con piacere il Brunello di Stella di Campalto, il Valpolicella di Villabellini e il Sassaia di Angiolino Maule. La sosta in Friuli è stata più lunga del previsto, perchè questa volta ho deciso di non lasciare niente in disparte. Naturalmente sono partita dal Jackot di Terpin, che ormai conosco particella per particella, per passare alla Vitovska di Zidarch e a quella in anfora di Vodopivec; chi non conoscevo ancora bene era Klinec, che mi ha entusiasmata con la Malvasia. In Piemonte non vorrei soffermarmi troppo, perchè potrei essere tacciata di campanilismo; ma Rinaldi, Cappellano e il Barbaresco di Cascina delle Rose sono sempre fra i miei preferiti. E non ho parlato di Sanguineto, San Fereolo e Foradori: amo talmente i loro vini, che nessuno penserebbe che sono obiettiva.

Qui di seguito la video-intervista che ho fatto a Tiziana Gallo durante un giro per i produttori presenti per la prima volta a Vini Naturali a Roma.


ELIANA NEGRONI

Double passion: jewels and wine | talking about unconventional jewellery and wine experiences

Decrescita Felice Social Network

Il documentario sulle donne del vino naturale

GustoVino

Il documentario sulle donne del vino naturale

armadillo bar | vino-cibo e musica

Il documentario sulle donne del vino naturale

Intravino

Il documentario sulle donne del vino naturale

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

Carta Igienica

Riflessioni da bagno nell'Italia che scoppia