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Ultima tappa della vendemmia

Anche Elisabetta Foradori ha dovuto anticipare la vendemmia, per colpa delle continue piogge autunnale e così, quando siamo arrivati a Mezzolombardo, l’abbiamo trovata alle prese con la follatura delle anfore di Nosiola e di Teroldego.

Di nuovo abbiamo avuto l’impressione di essere di fronte a una strega buona che, con le sue pratiche misteriose, riesce a creare in un rituale alchemico elisir di lunga vita e di grande felicità. Elisabetta affronta i compiti legati al vino con una leggerezza e una gioia che fanno dimenticare che in realtà sta lavorando: come già avevamo creduto in primavera,  tutti gli elementi che le stanno attorno si piegano senza opporsi di fronte alla sua gentile volontà.

Di seguito uno spezzone delle riprese effettuate durante la follatura dei vigneti di Teroldego Morei e Sgarzòn.


Settembre a San Fereolo

Per le riprese della vendemmia abbiamo organizzato una spedizione unica e siamo partiti per una settimana attraversando l’Italia del nord dal Piemonte al Trentino fino alla Toscana. Nicoletta Bocca l’abbiamo ritrovata in vigna, alle prese con una pioggia fastidiosa che continuava a farle rimandare la vendemmia nella sua vigna più bella, mentre in cantina i primi rimontaggi riempivano l’aria di anidride carbonica e frutta carnosa.

Quando affonda le mani nel cappello di vinacce, in equilibrio sui tini, Nicoletta si illumina e si riempie della stessa energia delle sue uve,  come se il contatto con la materia più densa del suo lavoro le desse maggiore forza e la rendesse più sicura di sé. Forse non è facile capire a cosa io mi riferisca, se non si conosce Nicoletta. Se non avete occasione di fare un giro a Dogliani, procuratevi una bottiglia di San Fereolo 2006: è tutta lì dentro, allo stato essenziale, con slanci di generosità e guizzi più scontrosi.

Di seguito un minuto tratto dalle riprese a San Fereolo a fine settembre.


Nella Piana Rotaliana

Siamo a inizio giugno e finalmente arriva il momento di partire per Mezzolombardo. Come in tutte le altre occasioni, la fortuna ci assiste e riusciamo a indovinare le uniche due giornate di sole in mezzo a settimane di pioggia. Elisabetta Foradori è in vigna a cercare di arginare l’irruenza delle piante di Teroldego, che crescono a tutta velocità e ogni tanto scende in cantina a spillare una caraffa della Nosiola che ha svinato da poco. E’ la prima volta che vinifica quest’uva tipica della zona e ha deciso di farla macerare sulle bucce dentro anfore di terracotta. E dentro le anfore, in un’altra cantina, ci sono anche due vigneti di Teroldego: Sgarzon e Morei. Elisabetta sembra quasi un essere fatato, quando si aggira fra i suoi filari o sotto le volte di pietra in mezzo alle botti; tutto quello che la circonda la segue naturalmente e nella sua voce suadente c’è la sicurezza di chi sa che le cose non potrebbero essere altrimenti.

Nel video un estratto delle riprese a Mezzolombardo.


ELIANA NEGRONI

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