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TORINO BEVE BENE ’15

torinoBeveBeneFinalmente mi sono decisa! A quasi due anni dall’apertura di Vini Senza Trucco a Torino e dopo diverse sollecitazioni da parte di amici produttori, ecco una manifestazione con tutte (o quasi) le aziende che rappresento in città. Volevamo una location centrale e non troppo istituzionale e così ci siamo rivolti al Jazz Club di Piazzale Valdo Fusi, un locale che “suonerà” molto familiare agli amanti della bella musica.

Ai banchi d’assaggio saranno presenti circa 25 produttori e si potranno comunque assaggiare anche le etichette di coloro che non riescono a venire di persona. Ingresso aperto al pubblico a 10 euro con la degustazione libera di tutte le bottiglie e la possibilità di acquistare quelle che si preferiscono. Oltre ai vini, saranno in assaggio anche i prodotti dell’Agrisalumeria Luiset e i mieli Sanlorenzo. In più, per tutta la giornata, dal brunch alla cena, verranno proposti i piatti preparati da Sodo, il Bordò Senza Trucco, di piazza Bodoni.

Sono molto grata alle cantine che hanno accettato di partecipare, investendo una volta di più su Torino, una città che sta velocemente scoprendo e consolidando la propria passione per i vini naturali. Molti produttori arriveranno direttamente da Montecatini, dove il giorno prima, sabato 24 ottobre, riceveranno il riconoscimento della guida Slow Wine.

Se cliccate sulla locandina andrete direttamente sulla pagina del sito di Senza Trucco dedicata all’evento.

Ecco i produttori che parteciperanno all’evento:

Asotom
A’ Vita
Ca’ dei Zago
Ca’ del Vent
Campi di Fonterenza
Cantina Morone
Cantine del Castello Conti
Carussin
Cascina Bruciata
Cento Filari
Enrico Druetto
Giulia Gonella
Vittorio Graziano
La Distesa
La Marca di San Michele
La Raia
Le Rocche del Gatto
Andrea Occhipinti
Piccolo Bacco dei Quaroni
Podere Le Boncie
Punta dell’Ufala
Quarticello
Teobaldo Rivella
Rocco di Carpeneto
Santa Caterina
Franco Terpin
Andrea Tirelli
Zidarich

Co.Vi.Bio con una selezione di vini di:
De Fermo
Franco Masiero
Vigneto San Vito
Jaques Lassaigne
Ruppert-Leroy
Emmanuel Giboulot
Marc Kreydenweiss

L’appuntamento è per domenica 25 ottobre, dalle 11 alle 21 al Jazz Club di piazzale Valdo Fusi. Vi aspettiamo!


Serata siciliana

Chiara Bordonaro e Michele Isola in abiti a tema

Chiara Bordonaro e Michele Isola in abiti a tema

Venerdì sera al Bordò di Torino c’è stato l’ultimo appuntamento del ciclo Siamo Ammare!, i venerdì estivi con serate a tema.

Chiusura in grande stile, con streetfood della cucina siciliana e il Vignammare di Nino Barraco, con una sorpresa non in carta, l’SP68 di Arianna Occhipinti.

Devo essere sincera: mi capita di frequente di assaggiare i piatti della chef, Francesca Bordonaro, e non mi stupisco per quello che riesce a creare. Ma “Pane e Panelle” e l'”Arancina” dell’altra sera sono stati una folgorazione. In particolare l’Arancina: credo dovrebbe diventare un piatto fisso nel menu del Bordò… mi sembrava di essere tornata a tre anni fa, quando ero a San Vito Lo Capo per il Festival Siciliambiente. Mancava solo il profumo del mare attorno.

Pane e Panelle e Arancina

Pane e Panelle e Arancina

Anzi, in realtà il mare si sentiva, nel vino di Nino: il Vignammare, Grillo da una vigna praticamente sulla spiaggia, che concentra in sé profumi spiazzanti di brezza, conchiglie, salsedine, sole al tramonto e chi più ne ha più ne metta. Un vino emotivo, che va associato a sensazioni estive, non a semplici sentori minerali, di frutta o erbacei. Quelli vanno bene per altri bicchieri: per i vini di Nino ci vogliono definizioni di cuore, di bei ricordi, di momenti intensi.

Vignammare

Vignammare

E il Vignammare racchiude in sé tutto questo.

In chiusura ho riassaggiato, dopo tanto tempo (troppo, mi mancava…), l’Sp68 rosso di Arianna Occhipinti. In quel bicchiere ho ritrovato la freschezza delle sere di Vittoria, i pomodori appena raccolti, i capperi a cespugli attorno alla casa, le centinaia di erbe che si mescolano nelle narici.

Devo ringraziare i ragazzi del Bordò per la bella serata, una ventata di estro siciliano in un’estate torinese che tanto estate poi non è.

 


Di Vigna in Vignetta

downloadQuando Fiammetta Mussio e Marianna Natale mi hanno invitata alla cooking class organizzata al Castello di Costigliole d’Asti, presso l’Icif (Italian Culinary Institute for Foreigners), ho pensato a uno scherzo: ok, sono anni che assaggio e scrivo anche di cucina, ma mettere me davanti a un fornello è davvero un azzardo! Eppure le mie nuove e coraggiose amiche volevano, in mezzo a tante blasonate food-blogger, anche una wine-blogger. Anche perchè il bellissimo evento Di Vigna In Vignetta è stato inserito all’interno dei festeggiamenti per i 25 anni delle Donne del Vino del Piemonte ed è caduto proprio nella giornata in cui Langhe-Roero e Monferrato sono stati dichiarati Patrimonio Unesco.

Da sinistra, Mariuccia Bologna, Maria Lovisolo e Anna Bardone

Da sinistra, Mariuccia Bologna, Maria Lovisolo e Anna Bardone – Foto di Franco Bello

Che maestria! Con Elena Chesta Schwarz

Giornata di celebrazioni, quindi, proiettata verso il futuro di un territorio meraviglioso e rivolta al passato e alla tradizione, con tre grandissime cuoche della zona nei panni di insegnanti di ricette antiche (e, aggiungo io, complicate).

Maria Lovisolo, del Ristorante Violetta, splendida ottantaquattrenne che da cinquantadue primavere dedica ogni giornata alla cucina della sua trattoria di Calamandrana, maestra della mitica finanziera, che sabato scorso si è esibita, e ha cercato di farci imparare come farlo, in un aspic, come non ne ho mai mangiati in vita mia… Mariuccia Piacenza in Bologna, la superba cuoca del Ristorante I Bologna di Rocchetta Tanaro, a cui sono legata da particolare affetto, visto che è la cognata del Re del Mosto. E’ stata lei a spiegarci come fare gli agnolotti e ci ha messe di fronte a pasta e ripieno. Una donna decisa e simpaticissima, dalla battuta sagace e le mani magiche, che riusciva a macinare agnolotti su agnolotti, mentre io ne confezionavo uno, malfatto, ogni quarto d’ora. Infine Anna Bardone, del Ristorante Belbo da Bardon, a San Marzano Oliveto, regina incontrastata del Bônet.

 

L’Aspic di Violetta

Alla fine delle fatiche, tutti a pranzo con i piatti appena preparati e i vini delle Donne del Vino: vicino a me era seduto Luca Garberoglio di Carussin, con cui ho avuto il piacere di riassaggiare Asinoi 2012, che nemmeno lui ha più in cantina… In mezzo a tante food blogger e a cuoche di un simile livello devo essere sincera, mi sono sentita folgorata: non dico che inizierò a cucinare, però magari, ogni tanto, mi lascerò scappare un post diverso dagli altri!

Grazie alle Donne del Vino del Piemonte, a Marianna e Fiammetta per quest’occasione, in cui dopo tanti anni a Roma, ho riassaggiato il piacere della cucina tipica piemontese, nella sua migliore espressione.


In donne veritas – Storie di Resistenza, Terra Bagnata e Streghe

 CARTOLINA2Sabato 7 giugno sarò ospite di una serata speciale, la prima del ciclo di incontri “In Donne Veritas”, progetto culturale dedicato a musica, cibo, vino, poesia, tradizione e storia piemontese. Oltre a me saranno presenti personaggi del calibro di Roberta Castoldi, Dominique degli Esposti, Franco Loi, Soledonna, Erika Urban, Sara Tardelli e, soprattutto, Arianna Occhipinti, che rivedo dopo tanto tempo con immensa gioia. La location è un luogo caro alle memorie partigiane, Cascina Langa, dove Fenoglio trascorse l’inverno fra il ’43 e il ’44 e ne disse: “Qui c’è sempre stato da bere e da mangiare…”.

E così sarà anche sabato sera, con il menu biologico allestito da Anna Blasco del Qubì di Torino e i vini che invece porterò io: Prosecco Colfondo di Ca’ dei Zago, Pignoletto Sui Lieviti di Vigneto San Vito, Gavi di Molinetto Carrea, Rossese di Le Rocche del Gatto e Moscato Filari Corti di Carussin.

Intrigante il tema dell’evento – Il Vino delle donne: storie di Resistenza, di Terra bagnata e di Streghe. Resistenza, terra bagnata e streghe. Sono contenta che sia venuto in mente Senza Trucco ragionando su questi tre argomenti, che mi sono cari come pochi altri. Sono memorie di un passato nemmeno troppo lontano, ma lasciato passare velocemente, a volte dimenticato. Le Langhe ne conservano ancora alcune tracce, sempre più in pericolo. Eventi come quello di sabato sera possono renderne viva l’eco e lasciare sperare che l’oblio non se ne impossessi del tutto.

Per la cena, prevista per le 20, sono disponibili ancora circa 10 posti.

Cascina Langa è in Via Cappelletto, 36 a Trezzo Tinella (CN)

Per tutte le informazioni rivolgersi a Domenico Battaglino: battaglinodomenico@gmail.com, mobile: 333 48 42 728 – 0173 63 05 37

 

 


ELIANA NEGRONI

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