Carussin

IMG_1390Ho conosciuto Bruna sull’Etna, qualche anno fa. Era arrivata in macchina e non in aereo dal Piemonte per poter fare visita a un allevamento di asini fuori dai normali percorsi. Con lei c’era Ami, la sua cagnolina. Mi era sembrata subito un personaggio diverso dal solito, di una spontaneità unica. Poi ho assaggiato i suoi vini e ho ritrovato tutto quello che mi era piaciuto di lei al primo incontro.

Quando mi sono trasferita a Torino, due anni fa, ho iniziato a frequentare la sua azienda a San Marzano Oliveto con una certa assiduità. Il marito Luigi e i figli Luca e Matteo sono della sua stessa pasta: una generosità disarmante e un’amicizia sincera, di quelle di un tempo. Ecco, a casa loro si ha sempre l’impressione di essere tornati nel Piemonte di una volta, dove ogni cosa va fatta con calma e non si può fare una visita breve per comprare una bottiglia di vino. Ci si siede, si beve, si mangia qualcosa di tipico e si chiacchiera, prendendo sempre più confidenza, fino ad andarsene pieni di soddisfazione del cuore e del palato.

Quando si arriva in azienda si viene accolti da un folto gruppo di asini, la passione di Bruna, poi ci si ferma al locale aperto da Matteo quattro anni fa, Grappolo Contro Luppolo, dove la parola d’ordine è kilometro zero. Tranne che per  le birre: in questo caso la ricerca è transoceanica, anche se fiore all’occhiello resta la birra di Luca, la Clandestino.

Non sono obiettiva quando parlo di Carussin, me ne rendo conto. L’affetto va al di là di qualsiasi considerazione, ma non del giudizio sui vini, che non può che essere condiviso. Sono in genere da bere giovani e sono soltanto due le etichette dedicate a un invecchiamento maggiore. La chiave di lettura è il legame con il territorio, viscerale.

Il Carica l’Asino è il bianco ottenuto dall’omonimo vitigno e da uve Cortese. Profumato di primavera in collina, tanto da farti venire voglia di stendere una coperta su un prato e fare una merenda a base di pane e salame. In bocca è rustico senza risultare ruspante, pieno, beverino fino a diventare traditore.

L’Asinoi è la Barbera della casa, spaventosamente tipica e socievole. Fa solo acciaio e deve la verve alla sua schietta acidità e i profumi alla terra da cui deriva, che sa riempirsi di fiori in stagione. E’ il vino da pasto come dovrebbe essere sempre.

Lia Vì è un gradino più su. Sempre Barbera, sempre affinata per un breve periodo in acciaio, profumata e di facile beva. Deve il suo nome a un particolare tipo di volatile che nidifica fra queste vigne. Si sente in bocca la necessità del terreno di farsi riconoscere.

La Tranquilla è la terza Barbera dell’azienda, frutto della selezione manuale delle uve migliori. L’affinamento avviene in botte grande e ciò conferisce al vino note più morbide e avvolgenti degli altri, anche se la freschezza continua a essere il fil rouge di tutta la produzione. Non è necessario berla giovane, anzi, la Tranquilla esprime il meglio di sé dopo qualche anno di riflessione.

Il Ferro Carlo è la Barbera d’Asti di punta di Carussin. Una vigna in posizione baciata dal cielo, con uve strepitose, che vengono affinate in botti di rovere, in parte grandi e in parte piccole. Non viene realizzato che nelle annate migliori e sa descrivere con passione e rigore le caratteristiche di questi terreni e di ogni vite.

Filari Corti è Moscato d’Asti, uno dei più interessanti mai assaggiati. Non ha niente a che vedere con le bottiglie stucchevoli che si bevono in giro. E’ profumato, intenso, fresco, erbaceo e floreale e ti dà l’idea immediata di stare masticando un grappolo d’uva, quando, subito dopo le note dolci, arriva quel pizzicorio delicato dovuto all’acidità della polpa.

I vini di Carussin devono essere assaggiati almeno una volta sul posto. Se non si conoscono Bruna, Luigi, Luca, Matteo, Ami, Nero, gli asini e la pecora Osvaldo non si può gustare fino in fondo. Se non si entra almeno una volta in cantina non si possono capire le varietà della Barbera, se non si cammina almeno una volta nelle vigne non si può ritrovare nelle bottiglie il territorio. Sono comunque favolosi, ma se si va a San Marzano Oliveto, diventano amici.

Qui di seguito il video realizzato nell’Azienda Carussin:


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