Rocco di Carpeneto

Lidia Carbonetti

Lidia Carbonetti

Una delle ultime aziende entrate nella distribuzione Senza Trucco. Non conoscevo Rocco di Carpeneto e una mattina sono arrivati Lidia e Paolo nel mio magazzino e mi hanno portato ad assaggiare le bottiglie. La simpatia è stata immediata, Lidia Carbonetti sorridente e diretta, da buona romana, Paolo Baretta gentile e pacato, più nordico. Il loro atteggiamento umile ma determinato, la passione per il vino che producono e per una terra con cui non avevano legami di alcun tipo, prima di decidere di cambiare vita mi hanno fatto capire di essere di fronte a delle persone davvero interessanti. Nella scelta coraggiosa di scegliere un’altra strada trovo sempre uno stimolo per me: Paolo nel video dice che in tanti sono stufi di Milano, ma poi sono davvero pochi quelli che se ne vanno per dimostrarsi che si può vivere anche secondo le proprie inclinazioni.

Poi abbiamo aperto assieme i vini, che hanno tutti nomi ricavati dall’antico dialetto della zona. Così il Cortese Piemonte DOC, Ròo, che significa suggestivamente “alone della luna”. Dai profumi delicati ma seducenti, con un corpo intenso retto da una bella acidità e dalla mineralità tipica di queste zone. Poi Rapp – grappolo –  una Barbera del Monferrato Superiore DOCG, di cui mi hanno colpito i profumi e la freschezza antica, di Barbera di una volta, sferzante al punto giusto per accompagnare i contadini lungo tutta la giornata. Infine i Dolcetti. Quando Lidia e Paolo mi hanno scritto la prima volta mi hanno detto di ispirarsi a Pino Ratto, di cui non potrò che portare nel cuore il ricordo affascinante, suo e dei suoi Scarsi e Olive. Prima di tutto l’Aur-oura – or ora – un Monferrato doc Dolcetto che fermenta e matura in acciaio. Il vino base della casa, facile e immediato, per questo pericoloso! Poi il Losna – lampo di fulmine – Ovada DOCG, intenso e allo stesso tempo beverino, una di quelle bottiglie da cui faccio fatica a staccarmi. La fermentazione avviene in acciaio e la maturazione in legno usato, per almeno 12 mesi. Poi lo Steira – stella – altro Ovada DOCG che proviene da una vigna di 50 anni. La fermentazione e la maturazione (almeno 20 mesi) si svolgono in legno usato. Infine l’Erche – arcobaleno – Ovada DOCG riserva, riflessivo, a tratti cupo, recupera attraverso le radici delle viti l’essenza di questo spazio di Piemonte. Soltanto lieviti indigeni e nessuna filtrazione.

Quando sono andata in azienda c’era soltanto Paolo, perché Lidia era a Roma per una degustazione. La potete vedere nella foto qui sopra, mentre Paolo è il protagonista del video che trovate qui:


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