QUANDO NON SI USANO DISSECCANTI

Filare di viti zappato a mano

Filare di viti zappato a mano

Ecco un altro articolo di Enrico Druetto, il nostro amico farmacista, che mi stupisce sempre di più con i suoi pensieri e i suoi vini: ho appena assaggiato “Parej”, l’ultimo nato in cantina, un blend di Barbera e Freisa, fresco e potente, romantico e anarchico: come è possibile definire così un vino? Avrò modo di raccontarvi in un altro momento la degustazione…

Esistono molti lavori in vigna che risultano lunghi ed estenuanti. Tra questi i più odiosi sono la spollonatura (ovvero l’eliminazione deI ricacci della vite alla base e sul tronco) e la zappatura dell’erba intorno alle piccole viti. Spesso quest’ultima fatica viene aggirata ricorrendo all’utilizzo di grandi quantità di disseccanti o diserbanti, anche in zone che fanno del turismo enologico la propria bandiera.

Per rendersi conto del problema è sufficiente fare un giro in primavera fra le vigne delle Langhe, del Chianti ma anche dell’Alsazia, dello Champagne, ecc.: non potrete far a meno di notare delle orrende strisce rosso-brune ai piedi dei filari, inequivocabile effetto dei disseccanti!

Vite appena rifinita

Vite appena rifinita

Per fortuna non lavorano tutti nello stesso modo. La fatica da mettere in conto per non ricorrere a quei mezzi può essere però TANTA. Per fare un esempio, quest’anno ho dovuto zappettare le circa 6000 viti del nuovo ettaro di vigna: premettendo che l’annata 2014 si sta rivelando più problematica del normale a causa delle piogge frequenti (tanta acqua, altrettanta erba), sono già al terzo giro di zappatura manuale; se si considera che per pulire una singola vite sono necessarie 20- 30 zappettate significa che sono state effettuate dalle 120 alle 180.000 ( CENTO-OTTANTA-MILA!!! ) zappate per giro, divise fra quattro persone.

Per fortuna quando le viti saranno al 3°-4° anno, si potrà ricorrere a mezzi meccanici che mi aiuteranno a ridurre il tempo necessario per questo lavoro da 400-500 a 70-80 ore a ettaro.

Quando si riesce ad arrivare alla fine di lavori come questo, si ha una sensazione di grande appagamento, quasi si fosse riusciti a realizzare una straordinaria impresa. Tutte le volte obbligo mio padre, mia madre o chi capita, a venire a vedere quanto è stato fatto… e devo dire che mi guardano sempre con commiserazione, come a dire “Povero cretino, ma chi te l’ha fatto fare?!”.

Poco tempo fa, al ritorno dalla vigna, è mi è capitato di avere un cliente giunto inaspettatamente in cantina; al momento del pagamento mi chiede uno sconto: al posto che al terreno la zappata l’avrei data a lui (la 180’001)!

Piccola vite spontanea nata da seme

Piccola vite spontanea nata da seme


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