Di Vigna in Vignetta

downloadQuando Fiammetta Mussio e Marianna Natale mi hanno invitata alla cooking class organizzata al Castello di Costigliole d’Asti, presso l’Icif (Italian Culinary Institute for Foreigners), ho pensato a uno scherzo: ok, sono anni che assaggio e scrivo anche di cucina, ma mettere me davanti a un fornello è davvero un azzardo! Eppure le mie nuove e coraggiose amiche volevano, in mezzo a tante blasonate food-blogger, anche una wine-blogger. Anche perchè il bellissimo evento Di Vigna In Vignetta è stato inserito all’interno dei festeggiamenti per i 25 anni delle Donne del Vino del Piemonte ed è caduto proprio nella giornata in cui Langhe-Roero e Monferrato sono stati dichiarati Patrimonio Unesco.

Da sinistra, Mariuccia Bologna, Maria Lovisolo e Anna Bardone

Da sinistra, Mariuccia Bologna, Maria Lovisolo e Anna Bardone – Foto di Franco Bello

Che maestria! Con Elena Chesta Schwarz

Giornata di celebrazioni, quindi, proiettata verso il futuro di un territorio meraviglioso e rivolta al passato e alla tradizione, con tre grandissime cuoche della zona nei panni di insegnanti di ricette antiche (e, aggiungo io, complicate).

Maria Lovisolo, del Ristorante Violetta, splendida ottantaquattrenne che da cinquantadue primavere dedica ogni giornata alla cucina della sua trattoria di Calamandrana, maestra della mitica finanziera, che sabato scorso si è esibita, e ha cercato di farci imparare come farlo, in un aspic, come non ne ho mai mangiati in vita mia… Mariuccia Piacenza in Bologna, la superba cuoca del Ristorante I Bologna di Rocchetta Tanaro, a cui sono legata da particolare affetto, visto che è la cognata del Re del Mosto. E’ stata lei a spiegarci come fare gli agnolotti e ci ha messe di fronte a pasta e ripieno. Una donna decisa e simpaticissima, dalla battuta sagace e le mani magiche, che riusciva a macinare agnolotti su agnolotti, mentre io ne confezionavo uno, malfatto, ogni quarto d’ora. Infine Anna Bardone, del Ristorante Belbo da Bardon, a San Marzano Oliveto, regina incontrastata del Bônet.

 

L’Aspic di Violetta

Alla fine delle fatiche, tutti a pranzo con i piatti appena preparati e i vini delle Donne del Vino: vicino a me era seduto Luca Garberoglio di Carussin, con cui ho avuto il piacere di riassaggiare Asinoi 2012, che nemmeno lui ha più in cantina… In mezzo a tante food blogger e a cuoche di un simile livello devo essere sincera, mi sono sentita folgorata: non dico che inizierò a cucinare, però magari, ogni tanto, mi lascerò scappare un post diverso dagli altri!

Grazie alle Donne del Vino del Piemonte, a Marianna e Fiammetta per quest’occasione, in cui dopo tanti anni a Roma, ho riassaggiato il piacere della cucina tipica piemontese, nella sua migliore espressione.


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