Cogliere l’anima di un film

Antonello Maietta, Marco Rezzano e io.

La serata dedicata a Senza Trucco organizzata dall’AIS di La Spezia il 25 settembre è stata davvero indimenticabile. Prima di tutto perchè il documentario è stato proiettato al Cinema Nuovo, storica sala d’essai della città, con incredibile qualità audio e video, che ha reso onore al nostro lavoro. Poi perchè c’erano ben sette vini delle nostre protagoniste in degustazione, i bianchi come aperitivo prima del film e i rossi dopo la visione. Infine perchè Marco Rezzano, Fabrizio Scarpato e tutta l’AIS di La Spezia hanno dato vita a un’organizzazione curata fino nel dettaglio, tanto che in sala era presente anche Antonello Maietta, presidente nazionale dell’AIS, persona poco convenzionale e molto “senza trucco”. E’ da una settimana che vorrei scrivere un resoconto della bellissima serata, ma gli impegni e la stanchezza (il peso…) di questo periodo mi hanno sempre distolta. Poi ieri ho letto sul blog di Luciano Pignataro uno dei più bei post mai dedicati a Senza Trucco, a firma Fabrizio Scarpato, e ho deciso di lasciare a lui la testimonianza dell’evento spezino. Vi ripropongo integralmente l’articolo, perchè vale davvero la pena di essere letto:

Senza Trucco, il film. Le parole, le immagini, i vini

4 ottobre 2012

di Fabrizio Scarpato

Ci deve essere qualcosa. Nel cuore. L’aria, l’acqua, la terra, il fuoco. Le stelle a volte raccontano persone. Anche i vini lo fanno. Per sillogismo le stelle potrebbero parlarci di vino.

Come del Rosso e del Bianco sulla SP68, la strada che attraversa la sabbia, ridisegnando la roccia. Ed è fuoco intenso, ora tizzoni ardenti, del rosso delle ciliegie più nere, ora rami di cedro affumigato. Lapilli scoppiettanti, disordinati ed esuberanti, salati del sale più antico. Antichi sono gli occhi neri di fuoco di Arianna, antiche le sue grida, la sua fiera timidezza. Sempre nuovi i suoi sogni, che viaggiano lontano, sui camion, laggiù, fino agli antipodi.

Ci sono le montagne che si staccano dritte nel cielo, c’è l’aria tersa, bianca dei vestiti di Elisabetta. Sono gesti d’amore, sono parole che volano tra i filari, sospese e sicure, controllate, eppure di una passione verticale, come la pietra del Manzoni di Fontanasanta, o frementi, come i tannini del Teroldego, ruvidi, introversi e schietti, ma capaci di un fascino che va al di là del tempo: riferimento familiare, da cui spiccare il volo. C’è la forza delle idee, c’è la forza delle braccia, c’è il battito del cuore al soffio vitale e mammifero del mosto nell’anfora, c’è il vuoto sbigottito dell’anima alla fine della strada.

Ci sono gli occhi azzurri di Nicoletta che sono acqua limpida di fonte termale, calda e confortevole. Acqua che scorre tra le persone, veicolo di conoscenza, di rispetto, necessario supporto all’esperienza che costruisce il saper fare. Il peso delle parole e l’affiorare dei ricordi, ai quali abbandonarsi, come ai tannini setosi del Dogliani di San Fereolo, cupo e impenetrabile, eppure capace di riempire il cuore, con la stessa morbidezza, ampia e aromatica, del bianco Coste di Riavolo. C’è una donna che scoppia a ridere stupita e felice nel riconoscere il suo vino nel bicchiere, i capelli sciolti sulle spalle, appoggiata, lassa, al legno di una botte.

Senza Trucco, il film

La terra scrocchia sotto i passi di Dora, i rami schioccano di sforbiciate ghiaccie, il trattore romba, il fucile tuona, la lama sventra, il sangue cola. A terra: Sanguineto. Granato, come il Nobile che non è per uomini duri, che della durezza sfrontata non sappiamo che farcene, ma caldo e avvolgente, persino elegante, di quelle voci jazz nere e vellutate, che poi sono fiori, sono rose, rosse di sensualità. Lo sguardo si fa fessura, forse timido, eppure terra fertile per teneri moti d’affetto.

Ci sono i rumori, persino i clangori. Ci sono i silenzi: della natura, degli animali, degli occhi di donne che tra le rare parole inseguono i loro pensieri, i loro sogni. Ci sono abbracci materni, istinto protettivo per un vino che è tuo, che nasce e cresce con te. Finché non andrà per conto suo, perché deve andare. E il tempo si allunga, resta sospeso come uno sguardo che vola lontano, attraversato dall’aria, dalla terra, dall’acqua e dal fuoco. Sentinelle con la mano di taglio sulla fronte a scrutare l’orizzonte, cappelli e capelli nel vento, testimoni di una resistenza delle idee, degli azzardi, della sapienza. Della libertà.

Ci deve essere qualcosa, nel cuore, per potare impietosi le vigne d’inverno, per portare acqua alla terra che ha sete, per riannodare i capelli ai tralci di vite, per scricchiolare i rami e fissar le fascìne, salde, tra le gambe. Perché io non ne sarei capace. E forse darei il mio ultimo centesimo per saperlo fare. Credo, alla fine, sia fiducia nel futuro. Senza Trucco è un abbraccio che dà coraggio, una carezza prima di addormentarsi.

E poi c’è Giulia, che il futuro lo porta con sé, e ha voluto regalarcene una piccola, grande ed emozionante scintilla.

Personaggi e vini in ordine di apparizione e degustazione:

Arianna Occhipinti:   Sicilia Igt SP68 Bianco 2011 / Sicilia Igt SP68 Nero d’Avola e Frappato 2011

Elisabetta Foradori:   Vigneti Dolomiti Igt Fontanasanta Manzoni Bianco 2011 / Vigneti Dolomiti Igt Foradori Teroldego 2009

Nicoletta Bocca:   Langhe Bianco doc Coste di Riavolo 2007 / Dogliani Docg San Fereolo 2006

Dora Forsoni:   Nobile di Montepulciano Docg 2009, Poderi Sanguineto


2 responses to “Cogliere l’anima di un film

  • Macarena Lladser

    Dear Giulia,

    I am writing to obtain permission to project your film “Le Donne del Vino Naturale” for the “Food Festival” in Chile during day 3 to 6 April 2014.
    The projection is non-profit and is only for students of sommelier, enology, viticulture and gastronomy to learn about.

    I await your response and thank you very much!

    MACARENA LLADSER

    M Ä L A M A R I A
    FOOD & WINE
    +(56 9) 66099503
    _____
    mac_lladser@yahoo.es
    [twitter] @malamaria
    maquilia
    _______

  • Sandra

    Un film documentario veramente in grado in tutta semplicita’ di farci provare intensi momenti di emozione……superbe inquadrature dove parlano soltanto la natura dei luoghi e quella di queste incredibili figure di donna……grazie Sandra

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