Scorie in libertà

Molti di voi, instancabili lettori di questo blog, sono venuti a conoscenza del marchio  in quanto casa di produzione di Senza Trucco. In realtà l’Associazione culturale vanta una lunga storia, visto che è stata fondata da Marco assieme a un gruppo di amici di Latina che da anni lavorano nel documentario. Fra questi, il più noto nel mondo del cinema è Gianfranco Pannone, regista di documentari culto nell’Italia dell’ultimo ventennio, di cui molti realizzati proprio sotto la produzione Effetto Notte e alcuni scritti con lo stesso Marco. Famosissima la sua trilogia sul sogno americano in Italia: Piccola America, Lettere dall’America e L’America a Roma (realizzata fra il 1991 e il 1998) e il ritratto della città dove è cresciuto, che ha descritto nel film Latina Littoria (2001), vincitore del Torino Film Festival. Nel 2008 ha realizzato Il Sol dell’Avvenire, un documentario che racconta l’incontro fra alcuni ex brigatisti rossi e che ha suscitato numerosi dibattiti e polemiche (fra cui quella – che io ritengo particolarmente lusinghiera – con l’ex ministro della cultura Sandro Bondi). Nel 2010 esce  Ma che storia, un affascinante e divertente film di montaggio dedicato al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, realizzato con materiale di repertorio e prodotto dall’Istituto Luce.

L’ultima tappa della carriera, di cui ho omesso voci importanti per non dilungarmi troppo, è di questi giorni. Infatti, il nuovo film di Pannone, Scorie in libertà (qui il trailer), è stato l’unico documentario italiano selezionato per il concorso internazionale documentari al Festival Cinemambiente 2012 (lo stesso del debutto di Senza Trucco lo scorso anno…).Il sottotitolo del film è L’incredibile storia del nucleare in Italia, anche se sofferma la sua attenzione soprattutto sulla centrale di Borgo Sabotino, vicino a Latina, aperta nel 1964 (quando aveva il più potente reattore d’Europa) e chiusa alla fine del 1986, in seguito al referendum con cui il popolo italiano rifiutò, per la prima volta, l’utilizzo del nucleare in questo paese. Quando Gianfranco e Marco hanno iniziato a lavorare sul progetto, un paio d’anni fa, si era nel pieno di una nuova ondata di proposte governative per il ritorno all’energia dell’atomo. Gianfranco, che nei suoi documentari mantiene sempre una forte matrice personale, concentrandosi sull’esperienza individuale e tornando spesso a racconare dei luoghi in cui è cresciuto, ha deciso di indagare lo stato d’animo dei cittadini di Latina, che da cinquant’anni convivono con l’ingombrante mole della centrale affacciata sul mare, una specie di reperto archeologico di cui non si sa bene quanto effettivamente sia stato messo in sicurezza dopo la chiusura.

Devo essere sincera: dopo il nuovo rifiuto del nucleare con i referendum dello scorso giugno, ho pensato che ormai un documentario su quest’argomento non avesse più un’urgenza immediata. Invece, vedendo il film Scorie in Libertà, proprio in virtù della sua visione sineddotica del nucleare in Italia, mi sono resa conto che questo tipo di problematica nel nostro paese non sarà mai superato, visto che le decisioni vengono prese dall’alto e calate sulla gente che, inizialmente, si guarda attorno perplessa, poi finisce per abituarsi a tutto. Per questo è interessante vedere il documentario di Pannone: non si ha mai l’impressione di scontrarsi contro tematiche universali che hanno bisogno di conferenze e convegni per essere affrontate. Quello che emerge è la quotidianità di una piccola provincia del Lazio alle prese con il dilemma etico e politico del confronto fra vecchio e nuovo, ambientalismo e progresso. Come se qui, nel Sud dell’Europa, non fossero mai arrivati i venti nordici delle energie alternative come unica vera soluzione per il futuro.

Senza Trucco è nato sotto un marchio importante, che richiama soprattutto i documentari di un grande regista. Spesso mi domando se io mi meriti davvero di presentarmi sotto la stessa produzione di Gianfranco Pannone. Poi penso che gli ultimi due film prodotti da Effetto Notte, Senza Trucco e Scorie in libertà, guardano, anche se in modo diverso, al territorio e all’importanza della tutela dell’ambiente nel nostro paese. Probabilmente non è un caso.

 


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