Perchè arrotolare e non cimare

Nel terzo episodio del documentario si vede Elisabetta Foradori, in tarda primavera, che arrotola i tralci delle viti attorno al filo più alto del suo impianto a guyot. Intanto ci spiega come nella viticoltura convenzionale normalmente si passi con una macchina e si taglino le cime delle piante; la metafora che fa è abbastanza esplicita: “E’ come se a noi tagliassero le mani”…

Sono stata di recente da un’altra produttrice, che aveva appena finito di arrotolare e già doveva ricominciare, perchè l’energia delle viti le spingeva di nuovo verso il cielo. Quella a cui ho assistito è stata una vera e propria tirata nei confronti di tutti coloro che per risparmiare preferiscono tagliare i tralci, senza preoccuparsi se le piante ne soffrano o meno: ciò che conta è risparmiare sui tempi di lavoro ed entrare più facilmente fra i filari. Le ho chiesto come possano le viti risentire di un’azione di questo tipo e lei mi ha accompagnato in una vigna vicina alla sua. L’impianto ha la stessa età del suo, è sempre a guyot, ma sembra di essere in un altro mondo: la vegetazione è povera, l’intensità del colore delle foglie è smunta e le viti sembrano davvero sofferenti. Per farmi capire cosa significa tranciare di netto un tralcio, la mia amica produttrice mi ha indicato un povero mozzicone sulla via del rinsecchimento e, subito dopo, la ferita provocata dallo strappo di una femminella. “Se la natura fornisce la vigna di tutta questa vegetazione, ci sarà un motivo: le piante hanno bisogno di ripararsi dal sole e di accumulare energia dalla fotosintesi. Tagliare i tralci alle viti è un po’ come se a noi tagliassero la safena…”. Di nuovo una metafora con una parte del corpo umana. Per queste produttrici le viti vanno trattate come persone, cercando di farle stare bene e di non portarle a soffrire. E, proprio per farmi capire come si possa fare questo, la mia amica, alla fine, mi ha portata nella sua vigna. Guardate nel video la differenza rispetto alle immagini precedenti. A proposito: a un certo punto si vede anche un cordone speronato, prova ulteriore di quanto il risparmio non faccia così bene ai vigneti. E, soprattutto, riuscite a capire dove siamo e qual è il vino prodotto da questi grappoli?


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